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Il Centro: chi dice "Mi Piace" e chi non "Mi Piace"

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21 giugno 2016 - Questo articolo tra il serio e il faceto, che riguarda il nuovo centro commerciale, è nato quasi per gioco nel corso delle riunioni di redazione con i ragazzi del Russell che hanno svolto il progetto di alternanza scuola lavoro presso QuiArese. Un centro commerciale spesso attrae molti giovani e quindi perché non sentire direttamente da loro cosa ne pensano di quello di Arese? Ovviamente con un’impostazione social, ovvero spiegando perché Mi Piace o perché Non Mi Piace. Ed ecco il risultato nel servizio curato da Federico Isonni, ovvero due posizioni opposte, con la prima che spiega perché il nuovo centro non piace e la seconda che porta le motivazioni di chi mette invece al Centro mette il Mi Piace.

Lasciate la bici nel posto sbagliato e vi fate mezzo chilometro a piedi per trovare un’entrata. Riuscite addirittura ad insinuarvi nel muro di gente, rimediando occhiatacce e non poco sudore umano, e vi si para di fronte una porta a vetri aperta da cui fluisce una fiumana indefinibile di gente carica di sacchetti. Superate pure questo massiccio di gente ed entrate, convinti, peraltro, che la situazioni migliori. Un cazzotto di aria calda, dolciastra e che sa di respirato vi raggiunge a metà tra lo sterno e lo stomaco, vi fa sbandare. Raggiungete un pilastro per rassettarvi il cervello. Dopodiché, decidete dove andare. Optate per un giro a sinistra per poi prendere le scale mobili e salire al primo piano. Vi immettete in “corsia pedoni”. Sembra di essere sulla Salerno-Reggio Calabria, solo con più caldo e più gente che va dove le pare, svolta, si ferma, saluta amici.

Vi muovete alla velocità di circa dieci passi al minuto, se non volete travolgere altre persone o non essere scortesi. Altri tocchi sudaticci invadono la vostra privacy. Rimanete imbottigliati davanti a Primark o Kfc, vi scollate dall’ammasso di gente perché voi volete solo farvi un giro e proseguite saltando la gente come ostacoli, e proseguendo il vostro andamento si farà sincopato, passettini insignificanti e falcate ad alternarsi, come in un girone infernale. E si aggiunge altro caldo. Poi vi fate adescare da quel negozio carino, vedete la Mondadori che ha un libro che cercate da tanto, vi fermate alla The North Face per quella maglia tecnica per i vostri giri, beccate un Game Stop e l’adolescente nerd che coabita nel vostro cervello si rifà presente. E come in ogni girone infernale, la circolarità si ripresenta. E proseguite, all’uscita, ad aumentare la massa informe di gente con sacchetti che respinge chi entra.

Pensate a cosa può voler dire un’oasi di fresco nella calura estiva. O un luogo per ripararsi dal freddo nei mesi invernali. Un agglomerato di locali, negozi, ristoranti. Un chilometro di tutto ciò di cui puoi avere bisogno. Eravate stanchi di dover andare fino a Milano per comprare un libro? Problema risolto. Avevate voglia di cibi fritti a poco prezzo, dopo un pomeriggio di shopping? Nessun problema. E, parlando di shopping, non ne potevate più di guidare per chilometri o di prendere treni per ore, per passare un pomeriggio per negozi? Ecco la soluzione. Il nuovo centro ha tutto ciò che serve. Parcheggi ampi e una gamma pressoché infinita di locali e negozi sono solo una parte dell’insieme che compone questo maestoso tempio del consumatore.

Vi dà fastidio l’aria condizionata eccessiva anche in estate? Il nuovo centro ha lavorato accuratamente persino su questo aspetto, e l’aria condizionata è solo una carezza sul vostro corpo. Se ancora siete scettici, se pensate ad un centro commerciale come un gigantesco mostro cubico di cemento armato, quello di Arese è fiero di stupirvi ancora. L’architettura moderna e slanciata, l’alternanza di vetro e legno ne fanno un soggetto piacevole, tutt’altro che impattante a livello visivo. Credo che sia anche per questo che il nuovo Centro piace alla gente.

 

Servizio di Federico Isonni

© riproduzione riservata

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