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YoungDoIt a un campo di volontariato per la legalità

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30 aprile 2017 - Il primo fine settimana di aprile i ragazzi dello Spazio Giovani YoungDoIt di Arese, in collaborazione con il Presidio “Giorgio Ambrosoli” di Libera, hanno partecipato ad un campo di volontariato che si inserisce all’interno di un percorso formativo ed esperienziale di educazione alla legalità. Questa esperienza è inoltre parte integrante del progetto “Noi, Desideri Liberi!” di cui si era già parlato in un precedente articolo (A Radioweb Arese si parla di tecnologia e Internet).

L’attività ha previsto una prima fase in cui i ragazzi hanno riordinato e pulito un immobile situato a Paderno Dugnano confiscato alla mafia a seguito dell’operazione Crimine-Infinito. Il bene diventerà una sede della Cooperativa Sociale onlus “Duepuntiacapo” che dal 1988 progetta, organizza e gestisce servizi capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini e che in questo caso vedrà l’attuazione di un progetto in favore delle persone  disabili.

Il campo di volontariato ha visto inoltre un momento di formazione con alcuni esponenti di Libera, che hanno illustrato finalità e attività svolte dall’associazione e i riferimenti legislativi più significativi varati per combattere le mafie, con particolare attenzione alla normativa sui beni confiscati. Un bene confiscato è la vittoria dello Stato sulle mafie; è un modo per indebolire la criminalità organizzata poiché ne colpisce gli interessi economici. Le prime intuizioni in questo senso sono state quelle di Pio La Torre, che ispirò la prima legge sulla confisca dei beni e che pagò con la propria vita la dura lotta da lui intrapresa contro le mafie. Su questo tema è stata realizzata una puntata speciale della trasmissione “Noi, Desideri Liberi!”.

Alla fine di questo campo di volontariato i ragazzi si sono recati a Rescaldina all’Osteria Sociale “La Tela”, bene confiscato alla 'ndrangheta nel 2006 e consegnato al Comune. Che, dopo regolare bando, ha assegnato la gestione del locale alla Cooperativa Sociale Arcadia che, in collaborazione con altre associazioni, ha trasformato il vecchio ristorante pizzeria di proprietà della ‘ndrangheta in un centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale, dimostrando inoltre che si può fare ristorazione nel pieno rispetto della legalità.

I beni confiscati sono beni che la criminalità ha acquisito con la violenza e l’inganno, il loro riutilizzo a favore dei bisogni della comunità e, in modo particolare dei più deboli, non è solo la giusta ricompensa per il danno che la collettività ha subito ma contribuisce a diffondere la cultura della responsabilità e della legalità. La dignità, la  libertà, la giustizia, non possono considerarsi come condizioni “scontate” o acquisite una volta per sempre, ma vanno perseguite, volute  e protette in quanto rappresentano i valori fondamentali del vivere civile.  Come disse Paolo Borsellino in un suo discorso “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Servizio di Carlo Carugati

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