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Studiare al Centro Civico, l'opinione dei ragazzi

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06 maggio 2017 - Arese è ormai diventata il paese delle novità. Insieme al Centro inaugurato un anno fa è arrivata anche l’attesa biblioteca, aperta al pubblico da dicembre e progettata con un percorso partecipativo che ha coinvolto tutta la comunità. Il grande centro civico è nato come luogo polifunzionale dove convivono la cultura, l’informazione e le relazioni sociali tra generazioni in uno spazio di minimo impatto ambientale e di massima eleganza ed efficienza energetica.

Ormai la nuova biblioteca è sfruttata da mesi e quasi tutti i cittadini hanno avuto l’occasione di curiosare al suo interno, rimanendo stupiti dall’estrema modernità degli spazi studiati per utenti diversi. La domanda ci sorge spontanea: qual è il parere di coloro che hanno avuto l’opportunità di farci un salto e di chi invece ne è frequentatore abituale? Ascoltando i commenti degli studenti che vi ho trovato nell’area studio, molte sono le perplessità e i commenti negativi, in contrapposizione con quelli che invece sono tuttora profondamente soddisfatti della scelta ponderata presa dal Comune.

Il boom iniziale, come anche quello del centro commerciale a poche centinaia di metri, ha riscontrato diverse difficoltà nella gestione degli spazi come descrive la prima liceale intervistata: “Certamente non pretendevo che nei primi mesi di apertura lo spazio sarebbe stato visitato da poche decine di persone, ma non mi aspettavo nemmeno di trovarmene centinaia, come purtroppo ho dovuto verificare più di una volta. L’area studio risponde sicuramente meglio in termini di dimensioni rispetto alla biblioteca precedente, ma il centro civico è diventato talmente tanto frequentato che mi è capitato di non poter trovare nemmeno un posto libero dove sedermi, nonostante ci siano sale riunioni/conferenze vietate al pubblico ma mai sfruttate e che potrebbero benissimo cedere il posto a studiosi in cerca di tranquillità. Spero che la situazione possa migliorare con il tempo”.

Un’altro fattore negativo da prendere in considerazione e molto condiviso nei commenti degli intervistati è quello del rumore, conseguenza dell’ambiente affollato, che rende difficile la convivenza del pubblico. L’approccio di quest’ultimo deve cambiare: come è stato già dichiarato, la finalità del progetto non era quella di creare esclusivamente un’area studio o un bar o una ludoteca, ma un insieme di tutte queste funzionalità, unite a tante altre in un intento comune: la condivisione. “Questo nuovo punto di ritrovo situato in un’area che era ormai solo animata dal mercato del sabato mattina, ha dato un impulso alle attività, al  pensiero e all’orgoglio cittadino”. Arese ha già approvato e aggiunto alla lista delle novità numerosi altri progetti che dimostreranno l’intraprendenza e l’ambizione aresina, e Agorà, nome da pochi giorni affidato alla struttura, ne è un grande esempio, al di la delle critiche in alcuni casi motivate di chi la frequenta.

Servizio di Silvia Genoni

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