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Bilancio partecipativo 2017, partono due progetti

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23 novembre 2017 - Sono partiti i primi progetti dei cittadini finanziati con i fondi stanziati con la seconda edizione del Bilancio partecipativo del Comune. “Nel 2017 - spiega l'assessore alla Partecipazione Eleonora Gonnella - è stata attivata dal Comune di Arese la seconda edizione del bilancio partecipativo, uno strumento di partecipazione diretta dei cittadini nell'assunzione di decisioni sulla destinazione di una quota percentuale delle risorse pubbliche”.

“Le proposte - prosegue l'assessore - potevano riguardare diverse aree, in particolare l'area del sociale, della cultura e dello sport. I proponenti dovevano poi fare in modo che la propria idea ricevesse un sufficiente consenso da parte della cittadinanza chiamata a votare e sostenere i diversi progetti. Ora i progetti risultati vincitori verranno realizzati dall’amministrazione, in stretta collaborazione con i proponenti, secondo le modalità e i tempi necessari per ciascuno. I primi a essere avviati sono due proposte dell’area del sociale, all’interno della filiera del sostegno alla genitorialità”.

A partire per primo, lo scorso 13 novembre, alla presenza del sindaco, Michela Palestra (nella foto) è stato il progetto “Tana liberi tutti!”, la proposta per il tempo libero di bambini e ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico. Ideato da Laura Manfredi, il progetto “nasce dal confronto fra le famiglie aresine che hanno figli autistici da accudire: tutte incontrano una grande difficoltà nell'organizzare il tempo libero dei ragazzi, che faticano a integrarsi nelle attività sociali e sportive offerte dal territorio e vivono con enorme affanno la necessità di accompagnarli in ogni momento, soprattutto i genitori che hanno più figli di cui occuparsi, con il risultato di rinunciare spesso a momenti di svago. Per questo è stato proposta la presenza di educatori con formazione specifica sull'autismo, a supporto di attività laboratoriali/hobbistiche”.

Da questa idea iniziale, per concretizzare la proposta, i Servizi alla persona hanno pensato di dividere i ragazzi destinatari della proposta in tre fasce di età. Ogni gruppo avrà a disposizione 30 ore di educatore tra novembre e maggio, con indicativamente due incontri ogni mese. E proprio lo scorso 13 novembre si sono incontrati per la prima volta i ragazzi più grandi che stanno frequentando le scuole secondarie di secondo grado, a cui è stato proposto un percorso legato alla conoscenza del territorio, alle autonomie sociali, alla relazione. Il metodo scelto è stato quello di proporgli di fare i reporter, fotografando e raccontando l'Arese dei giovani. Una fotografa amatoriale volontaria li supporterà al fianco dell’educatrice e l’attività, oltre che con le uscite, verrà svolta allo Spazio Giovani YoungDoIt.

“Auspichiamo che questo progetto - conclude l’assessore alle Politiche sociali, Barbara Scifo - nato dalle famiglie che hanno difficoltà nel trovare sul nostro territorio attività adatte ai loro figli nel tempo extra scolastico possa essere il seme per far germogliare una città più inclusiva e aperta alla diversità. Ci piacerebbe che nel lungo periodo i ragazzi 'speciali' che faranno questo percorso potessero riconoscere nello YoungDoIt uno spazio familiare e fruibile, uno spazio che hanno avuto modo di conoscere e che ha avuto modo di conoscere loro, nell’intento di promuove davvero momenti di socializzazione e di aggregazione per tutti”.

A breve partiranno anche le attività, di tipo laboratoriale, sempre condotte da educatori specializzati, dedicate ai più piccoli, bambini delle classi quarte e quinta della scuola primaria e della classe prima della scuola secondaria di primo grado, affetti da disturbi dello spettro autistico o con diagnosi che preveda una compromissione della sfera relazionale. In particolare gli incontri, che in questo caso si svolgeranno negli spazi scolastici, saranno proposti anche ai loro compagni di classe al fine di rafforzare appunto l’inclusione e l’integrazione all’interno dei gruppi classe.

Il secondo progetto, battezzato “Genitori in rete” per uno spazio Fuori Classe, prenderà invece il via il prossimo lunedì 27 novembre, con la presentazione dello spazio compiti promosso dal Comitato Genitori Arese per i ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento delle scuole secondarie di primo grado. Spazio Fuoriclasse è il nome che il CGA (Comitato Genitori Arese) ha dato ad un progetto dedicato ai ragazzi DSA (con disturbi specifici dell'apprendimento) delle scuole secondarie di primo grado di Arese. Si tratta di un laboratorio di metodo di studio, di sostegno nello svolgimento dei compiti, di approfondimento dell'utilizzo di strumenti compensativi e di socializzazione.

Il progetto è nato e si è realizzato per un paio di anni grazie alla vittoria di un bando di Fondazione Comunitaria Nord Milano, che ha visto il CGA capofila di una progettualità più ampia, denominata “Genitori in rete”, attivata da un gruppo di lavoro composto da tre Comitati Genitori del Rhodense e dalle rispettive amministrazioni comunali (Arese, Cornaredo e Settimo Milanese): il finanziamento ha permesso di concretizzare i numerosi spunti arrivati da tanti genitori, che negli anni avevano partecipato agli incontri mensili del Gruppo DSA. È così stato elaborato un supporto concreto ai ragazzi con DSA, in particolare durante il delicato momento dello studio e dello svolgimento dei compiti, che tanto affatica le dinamiche familiari.

Il progetto presentato dal CGA alla seconda edizione del Bilancio Partecipativo permette di dare concretezza al futuro di questo progetto virtuoso (da qui "W lo Spazio Fuoriclasse"), che potrà continuare, attraverso la partecipazione dei volontari e il lavoro di rete, a rispondere ai bisogni delle famiglie aresine. Il 27 novembre alle 18.00 presso la sala corsi del Centro Civico, l’assessore alle Politiche sociali Barbara Scifo e Camilla Johannesen del Comitato Genitori Arese presenteranno il progetto per l’anno scolastico 2017-2018 ai genitori e ai potenziali nuovi volontari.

Ai genitori di ragazzi e ragazze con disturbi specifici dell’apprendimento verrà lanciato un messaggio positivo con la testimonianza di Francesco Riva, ventiquattro anni, autore di teatro e attore teatrale e cinematografico, e ora anche autore di un libro dal titolo "Il pesce che scese dall’albero. La mia storia di dislessico felice". Molti aresini hanno già avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo per il suo monologo teatrale sull’esperienza scolastica di un bambino dislessico e discalculico, dal titolo "DiSlessia… Dove Sei, Albert?", che ha dato un importante contributo alla causa dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed è stato rappresentato anche in scuole e convegni di neurologi e specialisti della dislessia.

L’incontro del 27 novembre sarà anche l’occasione per conoscere il lavoro svolto durante i due anni di collaborazione con gli altri Comitati Genitori del Rhodense coinvolti nel progetto “Genitori in Rete”: allo scopo verrà infatti proiettato un bel filmato di circa 10 minuti, girato per testimoniare i momenti legati ai lavori di gruppo e ai laboratori di comunità.

“Troverete emozioni, risate, esperienze - commenta l'assessore Scifo - riflessioni vissute dai tanti genitori che hanno partecipato alle diverse iniziative organizzate sui territori: sono stati momenti intensi, durante i quali hanno vinto il senso di comunità e l’importanza di fare rete. Perché anche lo Spazio Fuori Classe è a tutti gli effetti un progetto di welfare di comunità, che non si potrebbe realizzare senza il prezioso supporto anche di un gruppo di volontari, composto da insegnanti, pensionati, genitori, giovani, che ‘lavorano’ con i ragazzi nell’attività dei compiti”.

Un altro obiettivo dell’incontro del 27 novembre sarà quello di lanciare un nuovo appello a tutti coloro che desiderano partecipare al progetto Spazio Fuoriclasse in qualità di volontari, disponibili ad affiancare i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado (11-13 anni) uno o due pomeriggi la settimana (dalle 14.00 alle 16.15) da febbraio fino alla fine di maggio. Ai tutor verranno garantite alcune ore di formazione di tipo psicopedagogico e relative all'area dell’apprendimento, da parte di specialisti, che verranno individuati a breve attraverso un avviso pubblico indetto dall’amministrazione, in modo da poter affiancare i ragazzi con competenza ed efficacia.

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