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Thiago: "La mia esperienza di studente straniero al Russell"

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03 aprile 2018 - Da qualche anno a questa parte stanno aumentando esponenzialmente i ragazzi che decidono di fare un’esperienza interculturale (si parla di circa dieci mila alunni italiani all’anno). Questa possibilità viene offerta agli studenti tra i 14 e i 18 anni che frequentano un istituto d’istruzione secondario e viene considerato come un periodo di studio e di formazione. Si può trascorrere un trimestre, un semestre o un anno intero presso scuole estere che aderiscono a questo progetto.

Parlando con degli studenti che hanno aderito a questa iniziativa, possiamo notare che le aspettative generali sono quasi per tutti le medesime. Uno studente del nostro liceo (Bertrand Russell) proveniente dal Brasile, Thiago, è stato lieto di rispondere ad alcune nostre domande riguardanti la sua avventura qua in Italia. “Ero molto preoccupato - racconta - si trattava della mia prima esperienza in aereo e un viaggio così lungo sicuramente non mi aiutava. All’arrivo mi sono trovato in un ambiente  estraneo. Ho dovuto gestire i miei problemi autonomamente e inizialmente la lingua è stato un grande problema”.

Questa situazione lo ha spinto ad approcciarsi differentemente da come era abituato “Sono riuscito a superare questi ostacoli - prosegue - grazie al mio carattere forte ed espansivo. Tutto ciò mi ha dato molta autostima così ho cominciato ad aprirmi con i miei compagni di scuola ma anche con la famiglia che mi ospita”. Alla domanda di come si trova attualmente, Thiago risponde entusiasta “Per quanto riguarda le nuove amicizie trovate sono molto felice. I miei compagni sono stati gentili con me fin dall’inizio, non facendomi sentire estraneo alla vita della classe. Ho avuto la fortuna di conoscere anche un altro ragazzo proveniente dal mio stesso paese il quale mi è stato vicino nei momenti più difficili per me”. Thiago non tralascia un pensiero ai familiari e agli amici lasciati “Ci sentiamo costantemente - dice - ho lasciato delle persone che contano molto nella mia vita. La mancanza di casa e delle abitudini che avevo è tanta ma mi sono ripromesso di sfruttare ogni possibilità che questa nuova esperienza mi pone davanti”.

In conclusione ci lascia con parole di incoraggiamento verso chi vuole fare un’esperienza interculturale “Non bisogna avere paura del nuovo e di quanto possa essere difficile la realtà con cui ti scontri. Bisogna vedere questa esperienza come una sfida. Sono consapevole del fatto che lasciare la propria famiglia per così tanto tempo non è facile per nessuno ma quando ti sarai ambientato ti sentirai inarrestabile”.

Servizio di Davide Banfi e Emanuele Galiano

© riproduzione riservata

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