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Claudia Cangemi e "L'arte del presente"

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10 febbraio 2015 - Sabato 14 febbraio, alle ore 17,00 presso la Libreria "Dietro l'angolo" di piazza XI Settembre si parlerà d'amore, declinato in tutte le sue forme, e di tante altre emozioni che comunque ci riportano sempre là, al re dei sentimenti. Claudia Cangemi, aresina doc, giornalista e scrittrice, presenterà infatti la sua terza raccolta di poesie, intitolata "L'arte del presente" uscita in questi giorni per i tipi del prestigioso editore "La Vita Felice" di Gerardo Mastrullo (colui che scoprì Alda Merini, tanto per intendersi…). Il libro è suddiviso in quattro "sezioni tematiche", se così si possono definire: "Il senso del mondo", declinato attraverso i rapporti e gli affetti che ci definiscono; "Vivere è un rischio": le sfide, gli errori e le piccole preziose conquiste della vita quotidiana e delle mille scelte personali che ciascuno di noi deve affrontare; "La tentazione del nulla", laddove a volte cediamo alla stanchezza e allo sconforto ritrovando poi sempre la forza di rialzarci e affrontare le delusioni e gli ostacoli; e infine "Resilienza", che racconta proprio questa entusiasmante scoperta di poter sopravvivere alle prove e diventare grazie a questo più forti e più ricchi. In grado anche di condividere i frutti di questa maturazione, attraverso la parola, meraviglioso strumento di contatto e scambio profondo.

Ecco in breve quanto alcuni critici hanno scritto delle poesie di Claudia Cangemi. Alberto Figliolia, giornalista, poeta e scrittore, nella prefazione al libro scrive: “(…) è della poetessa che dobbiamo dire, della sua cifra di dolore e meditazione e forza, del suo bagaglio sentimentale nel duro viaggio quotidiano, delle sue accensioni, cadute e nuove ascese, dei suoi abissi e paradisi, e dell'interpretazione esistenziale che ci offre tramite la piana, e pur piena, potenza del suo versificare”.

Questo, invece, un brano della recensione di Eleonora Castellano, docente, scrittrice e psicologa: "Non riesco a trovare immagine migliore se non quella di una scultrice della poesia per esprimere quello che penso a proposito dell’autrice, che senza inutili orpelli, senza giri autocompiaciuti di parole, senza desiderio di sorprendere con effetti speciali, punta dritto verso le pieghe più intime dell’anima. Perché la vita, con le sue gioie, ma anche con le prove dolorose che le ha propinato, le ha insegnato che la verità si cela nell’essenziale (…). Nonostante l’apparente semplicità del linguaggio, la Cangemi ci porge versi che inducono alla riflessione, che chiedono di essere riletti, che aprono spiragli di sensibilità a chi li legge. L’esistenza è dura, l’amore si rivela spesso menzognero, il cammino della vita può essere talvolta troppo arduo. Eppure non è possibile lasciarsi sedurre dalla tentazione del Nulla; c’è sempre un motivo per continuare a vivere. L’autrice ha trovato le risorse dentro di sé, sostenuta dall’amore per i figli e dall’affetto sincero di alcuni amici veri. Ma soprattutto, attraverso queste brevi, fulminanti poesie, ci indica che una via per ciascuno esiste, è praticabile; non bisogna arrendersi, ma cercarla. Perché nella ricerca sta il vero senso della vita. ‘Non ho più bisogno/ di stanze sicure/ Non ho più fretta/ di arrivare/ la meta è il viaggio/ la vita è il senso’ ci dice la poetessa in una delle liriche che mi sono piaciute di più. Si noti l’assenza di punteggiatura (che costella tutte le poesie): la punteggiatura sarebbe superflua, ciascuno punteggia le emozioni secondo il proprio personale sentire; l’autrice ci propone il suo ritmo, ma non ce lo impone”.

Questa, invece, una recensione a “Di sole e d'ombra" di Maria Giovanna Farina: "Dal travaglio poetico nascono versi di sensibile impatto, brevi, istantanei, ricchi di significato e di passione che sanno colpirti là nella zona più intima, dove ognuno ha delle antiche cicatrici. La poesia sa trasformare chi la scrive e chi la legge”. Max Bonfanti, infine, parla invece della prima raccolta, "Linea interrotta": “Sono poesie che rapiscono, che fanno cogliere quanto chi le ha scritte abbia usato come penna la schietta forza dei sentimenti”.

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