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Arese entra nel circuito teatrale ScenAperta

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02 febbraio 2017 - Arese fa il suo ingresso nel circuito teatrale ScenAperta con lo spettacolo “La Spartizione, ovvero Venga a prendere il caffè da noi” di Piero Chiara, che sarà rappresentato il prossimo venerdì 3 febbraio al Centro civico. Il circuito ScenAperta permette ai cittadini di partecipare ai singolo eventi con riduzioni per i possessori della tessera +teca del Csbno, ma offre anche la possibilità agli spettatori, attraverso abbonamenti a prezzo agevolato, di seguire tutti gli spettacoli programmati nei Comuni aderenti al circuito. Il Comune di Arese ospiterà altri due spettacoli: “Suonala ancora, Bombe” il 10 marzo e “Fuori i secondi” l'8 aprile. Il programma completo è consultabile sul sito www.scenaperta.org.

“Si tratta - spiega l’assessore alla Cultura, Giuseppe Augurusa - di una grande novità nella nostra stagione teatrale che, com'è oramai noto, comprende dal 2013 le due rassegne Teatro in città e Rassegna teatrale aresina, che da quest'anno si svolgeranno interamente nella splendida sala polivalente del nuovo Centro civico. Per quest'ultima, giunta oramai alla sua quarta edizione, abbiamo scelto di aderire all’intrigante proposta di ScenAperta in via sperimentale per il 2017, allo scopo di alzare il livello dell'offerta teatrale per i nostri concittadini, entrando nella rete degli otto Comuni aderenti. Consapevoli che l'introduzione di un biglietto rappresenta una novità oggettiva e forse non sempre gradita, abbiamo tuttavia optato per questa possibilità, affinché i nostri concittadini potessero, come molti altri, godere con abbonamenti dal costo contenuto della visione di ben dodici spettacoli di buon teatro nelle sale di un vasto territorio nell'alto milanese”.

Lo spettacolo di venerdì sera tratta con ironia e con uno sguardo disincantato i vizi umani e, quello proposto in questo testo, è stato adattato per il cinema nel 1970 da Alberto Lattuada, e presentato in questa occasione dalla compagnia Teatro in Mostra. Protagoniste della storia sono le tre sorelle Tettamanzi: Tarsilla, Fortunata e Camilla, vissute nel piccolo mondo di un paese, Luino), all'ombra di un padre padrone, Mansueto di nome ma non di fatto, e del prevosto, tutte casa e chiesa e piene dei timori e dei pudori di chi il mondo lo guarda da lontano. Tempo e muffa hanno steso su di loro una coltre di perbenismo claustrale e bigotto. Ma dopo tanti anni di vita uguale, anche la novità può diventare una forma di felicità, per quanto ambigua ed egoista e può diventarlo nonostante ogni compromesso. La novità si chiama Emerenziano Paronzini, un uomo mediocre e di magro sentire, un grigio burocrate armato però di uno scopo preciso: “Una sistemazione coniugale nella quale l'amore non avrebbe dovuto entrare neppure per caso”. L'arrivo di Paronzini dà il la ad un teatrino di vizi privati e pubbliche virtù, dove casa Tettamanzi è il palco e Luino la platea: nei piccoli centri, si sa, le voci corrono.

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