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Poche risposte dal consiglio comunale

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25 novembre 2010 - Il pedibus, l'area ex Alfa, l'adesione alla giornata nazionale dell'albero, i chiarimenti sul CCSA, le sedute pubbliche della commissione urbanistica. Quello di martedì sera è stato un consiglio comunale dove sono mancate molte riposte, più giocato sulla polemica politica tra gli opposti schieramenti piuttosto che improntato a dare chiarimenti importanti ai cittadini su temi che in questo momento sono rilevanti per la nostra città. Si è cominciato con una "banale" interrogazione del PD, che chiedeva come mai il progetto pedibus si sia arenato. L'assessore Congedo ha risposto che ci sono delle "criticità" (identificate nell'assunzione delle responsabilità da parte degli accompagnatori, nella copertura assicurativa degli studenti, nel numero dei genitori al seguito dei ragazzi) e che per questo il progetto deve tornare all’attenzione della giunta. Sottolineando che le stesse criticità, se non maggiori, sono state affrontate e risolte da comuni come Bollate e Barlassina, il consigliere del PD Enrico Ioli si è detto (ovviamente) insoddisfatto della risposta dell’amministrazione. Al progetto pedibus si lavora da oltre un anno, l’amministrazione comunale ha messo nero su bianco che è stato completato al 90%, ma i risultati concreti - se ma ci saranno - si potranno vedere solo nella prossima primavera.

L'area ex Alfa Romeo
Il capitolo area ex Alfa è stato invece breve, dato che lo scorso 17 novembre è stato convocato il tavolo di lavoro a suo tempo deciso in consiglio comunale ma senza che ci fosse alcuna novità da discutere. Si attendono infatti segnali dalla Regione, che tardano ad arrivare. Il PD ha sollevato la preoccupazione che la mancata ratifica dell’Accordo di Programma (ADP) possa avere un impatto negativo sul bilancio 2010. L’assessore Erika Seeber ha però precisato che gli oneri di urbanizzazione che verranno a mancare saranno bilanciati da diverse nuove entrate, prima fra tutte quella legata alla cessione del 19,4 per cento del consorzio GTM, ora in via di liquidazione, al comune di Garbagnate. Dei quasi 700 mila euro previsti, la maggior parte deriva dalla vendita dell’immobile in cui il consorzio aveva sede. Qui Garbagnate intende realizzare una “cittadella della sicurezza”, in cui riunire Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Croce Rossa.

Il centro sportivo e il CCSA
Sempre infuocato è invece il dibattito su Centro Sportivo e CCSA. E anche su questo fronte non ci sono novità. Il sindaco Fornaro sostiene che il comune è impossibilitato a procedere in autotutela perché gli accordi sono stati presi dalla Fondazione Arese Cultura e Sport. Le tariffe, su cui si sono concentrate le lamentele degli utenti, secondo Fornaro sono rimaste invariate rispetto al 2009. Quello che è aumentato, però, sarebbero i costi delle varie attività pagati dai cittadini. Giuseppe Augurusa, capogruppo del PD, dice che gli aumenti vanno dal 3,3 a oltre il 44 per cento a seconda dell’attività sportiva. Inoltre, il partito di minoranza chiede se sia vero che i proventi delle attività non vengono incassati da FACS, se sia giusto che su questi proventi non venga applicata l’IVA e se sia normale che chi si iscrive non possa avere una ricevuta valida ai fini fiscali che, nel caso di attività formativa di un minore, potrebbe consentire la detrazione della spesa dai propri redditi. Tutte queste domande sono state poste come “interrogazione verbale” e quindi entro 30 giorni l’amministrazione dovrà dare risposta.

In attesa del confronto pubblico
Quello che è certo è che i mesi passano e che di chiarezza su questa vicenda non ne è stata fatta. Il nostro invito a discuterne pubblicamente avanzato a Fornaro e Augurusa è stato accolto positivamente da entrambi, ma mentre da parte del secondo ci sarebbe disponibilità immediata, Fornaro - pur continuando a dirsi interessato - pospone nel tempo questa possibilità. Giusto martedì abbiamo rinnovato l’invito sentendoci dire che non essendoci novità rilevanti sarebbe inutile parlarne. E ormai sono passati due mesi da quando noi di QuiArese lo abbiamo proposto. La sensazione è che su questo tema oggi manchi la volontà di confrontarsi serenamente con la cittadinanza.

Da parte di Fornaro al momento registriamo quindi le sue dichiarazioni in consiglio comunale. “Posso capire i dubbi (sulla vicenda dell’assegnazione della gestione a In.Te.Se., ndr), ma io  sono pragmatico,” dice il sindaco. “L'ente si è mosso dopo avere sentito il parere, anche legale, del direttore generale. Se voi (l’opposizione, ndr) siete convinti che ci sia stato un errore, fate i ricorsi e gli esposti agli organi competenti. La situazione del centro sportivo non poteva più andare avanti in quel modo e il comune non si tira indietro nel caso sia necessario fornire aiuti a persone o famiglie in stato di indigenza. Come giunta non abbiamo modificato nessuna tariffa rispetto a quanto deliberato un anno fa.”

La mancata adesione alla "Giornata nazionale dell'albero"
Nel corso del consiglio comunale, il PD ha poi presentato una mozione per chiedere al comune l'adesione alla “Giornata nazionale dell'albero” (una proposta di legge nazionale firmata da Stefania Prestigiacomo) e il rispetto di una vecchia legge che impone a tutti i comuni di piantare un albero per ogni neonato, consegnando poi un certificato che ne attesti la piantumazione. Dopo un dibattito abbastanza surreale, la mozione è stata bocciata: la consigliere Laura Ardito del PDL ha sostenuto che Arese è già molto verde e che questo progetto impegnerebbe troppe risorse, andando a gravare sul bilancio e sottolineando che una giornata dedicata alla natura organizzata nel mese di novembre potrebbe essere problematica a causa del clima. Sempre secondo la Ardito, “piantare un albero per ogni nato di per sé, senza programmazione, risulta demagogico ed è dispendioso in termini economici: questo punto non può avere un impatto concreto o un vantaggio per la popolazione.” Secondo Gino Perferi, capogruppo UDC, ad Arese non avremmo aree dove piantumare così tanti arbusti. Inutile è stato il tentativo dei consiglieri di minoranza di sottolineare l’aspetto educativo di queste iniziative.

Le commissioni comunali
Infine, un altro fronte di polemica si è aperto subito dopo, parlando dell’istituzione della Commissione Urbanistica, per la quale la maggioranza ha chiesto di inserire nel regolamento che le sedute di tale organo non siano aperte al pubblico, nonostante i regolamenti comunali prevedano - per tutte le commissioni - esattamente il contrario, per altro lasciando facoltà al presidente di mantenerle “segrete” per motivi di privacy quando si discute di situazioni personali di singoli cittadini. La discussione è stata aspra e Fornaro ha sostenuto che il pubblico nelle riunioni delle commissioni c’è perché sono i partiti a portarlo. “Bisogna mettere le commissioni nelle condizioni di lavorare bene,” ha detto. “Il pubblico che mugugna alle spalle può mettere a disagio. Le informazioni si sanno comunque subito dopo ogni seduta e i verbali sono sempre pubblici.” Alla fine la seduta è stata sospesa per qualche minuto e i capigruppo hanno deciso di non inserire questa norma nel regolamento della Commissione urbanistica. La sensazione è stata che il PD abbia accettato di aumentare il numero dei partecipanti alle commissioni, su richiesta della maggioranza e che ora diventano sette, in cambio del mancato inserimento di questa norma. Una limitazione di quel genere avrebbe certamente ridotto il diritto dei cittadini ad informarsi nel modo più diretto possibile.

 

Paolo Galvani

 

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