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Casa riposo: "Non è aumento mascherato"

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11 marzo 2015 - Non un aumento “mascherato” della retta, ma il passaggio a pagamento, come contemplato nella sua Carta dei Servizi, di un servizio accessorio, resosi necessario per garantire la sostenibilità economica della Casa di riposo. Così l’assessore ai Servizi sociali, Barbara Scifo, ha risposto all’interrogazione del consigliere di Arese in Testa Luigi Muratori in merito al servizio lavanderia della Gallazzi Vismara (leggi qui). “In presenza di rette - ha spiegato l’assessore - come noto ben al di sotto della media regionale, con le conseguenti difficoltà di sostenibilità della struttura, si è assunta tale decisione a copertura dei costi sostenuti dalla struttura e, contestualmente, per cercare di garantire il contenimento delle tariffe stesse a carico degli utenti, pur nella volontà di continuare a rendere disponibile il servizio per coloro che ne avessero la necessità”.

Viene dunque confermata la decisione assunta dalla Casa di riposo, con la quale era stato stabilito che, a partire dal 1 gennaio scorso, venisse posto in modo opzionale a carico degli ospiti che desiderano usufruire del servizio, un costo forfettario giornaliero per il lavaggio degli indumenti (come tute, pigiami e altro) che non siano biancheria intima, con quest'ultima voce che rimane invece a carico della struttura. Ovviamente il servizio è facoltativo, e resta all’ospite e alla sua famiglia la possibilità di optare per il lavaggio a domicilio dei capi, senza che quindi venga loro applicata la tariffa posta in essere per usufruire internamente della lavanderia.

Non soddisfatto della risposta il consigliere Muratori, che ha ribadito che quello posto in essere è a tutti gli effetti un “aumento mascherato” della retta a carico degli ospiti. Contestazione rigettata anche in aula consiliare dall’assessore ai Servizi sociali: “Quello di lavanderia - ha ribattuto Scifo - è un servizio alberghiero e non assistenziale. E non può essere considerato un aumento della retta il suo passaggio a pagamento, perché il suo costo non viene imputato a tutti gli ospiti ma, facoltativamente, solo a coloro che intendono usufruire internamente di questo servizio. Preciso anche che, in base a quanto stabilito dalla Regione, la lavanderia non è tra i servizi obbligatori che la struttura deve necessariamente offrire. Noi abbiamo comunque deciso di mantenerlo e l’unica strada sostenibile è stata quella di chiedere agli ospiti un contributo peraltro parziale, perché comunque la cifra forfettaria stabilita non va a coprire tutti i costi che la struttura sostiene per il servizio. Il sistema ha risorse scarse, e in questo contesto abbiamo preferito privilegiare i servizi socio-assistenziali, quelli che più incidono sulla qualità della vita degli ospiti, che non solo sono stati mantenuti ma anche implementati. Per fare un esempio oggi la Casa di riposo può contare su un animatore in più, cosa che permette di ampliare l’offerta ricreativa agli ospiti. Concludo dicendo che oggi più che mai la sostenibilità economica della struttura è un parametro fondamentale, perché Regione ha stabilito che a partire dal 2016 i contributi che verserà offriranno una premialità a quelle strutture che mostreranno coerenza tra la retta applicata dalla singola struttura e le media dell’Asl di appartenenza, e non seguiranno più una logica basata sulla spesa storica”.

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