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Viabilità: tutte le risposte dell'amministrazione

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07 gennaio 2016 – “Le scelte fatte non sono frutto di improvvisazione, ma di precisi ragionamenti: la nostra visione è quella di una città più sicura e più vivibile, in cui vogliamo limitare lo spazio dedicato alle auto, favorire la mobilità dolce, incentivare gli incontri sociali”. Sono le parole con cui il sindaco Michela Palestra ha risposto a opposizioni e cittadini intervenuti ieri al consiglio comunale aperto dedicato al tema della viabilità. Le polemiche si sono via via stemperate mano a mano che sindaco, assessore e tecnici spiegavano i motivi delle varie scelte effettuate e illustravano gli interventi ancora in fase di realizzazione. In apertura di seduta non è mancata la polemica per la convocazione il 7 gennaio, giorno di rientro dal periodo festivo per molte persone, che – secondo la minoranza – non avrebbero avuto il tempo materiale di essere informate di questo evento. Veronica Cerea, presidente del consiglio comunale, ha però spiegato che essendo stata la richiesta presentata il 23 dicembre non c’erano molte possibilità: il consiglio aperto straordinario chiesto da un quinto dei consiglieri andava convocato entro venti giorni dalla richiesta, quindi entro il 12 gennaio.

In effetti, visto il tema, l’auditorium non poteva certo definirsi affollato, ma le domande sono state molte e le risposte puntuali. La premessa alla seduta è stata fatta dal sindaco, che ha giocato d’anticipo, per esempio, sulla destinazione d’uso dei 7,4 milioni di euro previsti dall’Accordo di programma dell’area ex Alfa Romeo. “Le risorse che abbiamo usato potevano essere sfruttate esclusivamente per la viabilità sul territorio di Arese,” ha detto. “Questa amministrazione sta difendendo Arese così come la conosciamo: un’isola verde. Voglio senza esitazione rivendicare le scelte fatte: questo progetto risponde agli obiettivi che ci eravamo dati. Non possiamo rimanere immobili di fronte ai cambiamenti. Noi abbiamo fatto le nostre scelte e non crediamo si debbano realizzare nuove strade. Stiamo parlando di un ambito chiaramente urbano e non sovracomunale. Crediamo sia importante investire sul trasporto pubblico. Ai cittadini dobbiamo offrire alternative, come la linea 561 per Rho-Fiera”.

Dopo un riassunto degli interventi fin qui effettuati, la parola è passata ai consiglieri. “Forse se avessimo dato più spazio e più tempo per informare su questa iniziativa (il consiglio comunale aperto, ndr) avremmo potuto raccogliere maggiori contributi,” ha affermato Giuseppe Bettinardi, di Arese al Centro. “Detto ciò preferisco porre qualche quesito, segnalare delle criticità, come le quote altimetriche degli attraversamenti, molto più dolci rispetto a prima. Pericolosa anche la rotonda a raso di Matteotti e Sempione. Perché questa scelta? Ci sono automobilisti poco attenti che transitano su superfici a verde o che tagliano la rotonda di via Matteotti e Kennedy. La sosta delle auto opposta al senso di uscita delle scuole in via Resegone fa poi riflettere. E non ho condiviso la realizzazione dell’attraversamento ciclopedonale nel parco di Col di Lana, che crea problemi alla libera circolazione dei ragazzini. Sono questi gli elementi che mi sono saltati all’occhio.

Più o meno sulla stessa linea i rilievi di Sergio Cattaneo, per la Lega Nord, che aggiunto: “I parcheggi di fronte al centro sportivo suscitano perplessità essendo posti sul lato opposto, per non parlare delle piste ciclabili: belle ma pericolose. Di solito sono protette da cordoli, mentre noi non lo abbiamo previsto”.

Il vicesindaco Enrico Ioli ha spiegato che alla rotonda tra via Matteotti e i viali Resegone e Sempione verranno installate barriere fisiche a difesa di pedoni e ciclisti, mentre al centro saranno posate delle siepi per impedire l'invasione della zona a prato. In generale, per le rotonde verranno cercati sponsor che si occuperanno della manutenzione del verde. Al centro della piccola rotonda tra via Matteotti e via Kennedy, oggi sormontabile e spesso “tagliata” dagli automobilisti, verrà posto un qualche manufatto fisico per impedire questo illecito. La rotonda prevista tra via dei Platani e via Nuvolari, i cui lavori sono stati spostati al prossimo luglio per evitare disagi alle scuole, non sarà a raso, come inizialmente previsto, per meglio tutelare l’attraversamento degli studenti. Confermate, qui e alla rotonda Matteotti-Sempione-Resegone, le predisposizioni per semafori a chiamata, che per il momento l’amministrazione non ritiene necessari. Infine, davanti al centro sportivo verrà realizzato un attraversamento pedonale rialzato.

Trovo che l’elenco di modifiche fatto dal vicesindaco rientri in un processo di ascolto che questa amministrazione ha portato avanti, in luoghi istituzionali e non,” ha sottolineato Palestra. “I progetti si trasformano rispetto a quelli originali anche grazie ai suggerimenti in corso d’opera. Questo è uno dei primi casi in cui c’è stata una grande mole di informazioni condivisa. Il fatto di avere la prossimità delle piste ciclabili alle scuole e al centro sportivo (invece dei parcheggi, ndr) serve a proteggere le utenze più deboli, che devono godere di maggiori attenzioni".

Finito il giro istituzionale, è arrivato il momento dei cittadini. Ad aprire gli interventi è stato l’architetto Barbera. “La fluidificazione e la moderazione del traffico non hanno nulla a che fare con il rallentamento, che potrebbe non essere necessario,” ha detto. “La circolazione viaria è molto simile a quella del sangue: il semaforo agisce come una serie di sincopi, mentre la rotatoria serve a fluidificare, come l’aspirina. Ecco perché prevedere le fermate del bus sull’unica corsia è una grossa sciocchezza.” Della stessa opinione è stato Marco Rapetti: “Il progetto secondo me è ben fatto, la fluidificazione è reale, ma le fermate del bus sulla sede stradale sono un problema”.

Abbiamo visto che il sistema viario sovracomunale ha registrato un aumento del traffico intorno alla nostra città, senza che ci siano state conseguenze per noi,” ha risposto la sindaco. “Il bus in sede stradale risponde all’esigenza di proteggere le persone che attraversano. Lasciare la situazione a due corsie avrebbe determinato un rischio. Questa e altre azioni rispondono alla precisa volontà di scoraggiare l’attraversamento di Arese”.

Marco Rapetti ha poi toccato il capitolo spese. Grazie a una serie di risparmi, finora si è investito molto meno di quanto previsto dall’accordo (circa tre milioni e mezzo di euro contro i 7,4 indicati nel documento), ma secondo Rapetti non sono chiare né la distribuzione delle spese né cosa si potrà fare con il denaro rimanente. Sulla rendicontazione ha risposto Enrico Ioli, dicendo che sul sito del Comune si trova un verbale in cui tutto è indicato in modo preciso, mentre sulla destinazione dei soldi non spesi è intervenuta ancora una volta Michela Palestra: “I 7,4 milioni sono la cifra destinata ad Arese dall’Adp, ma per decidere come utilizzare le risorse rimanenti bisogna tornare a quel tavolo. È nostra ferma intenzione utilizzare le rimanenze per completare e migliorare questi interventi.

Rapetti ha infine toccato il tema delle ciclabili non raccordate, come in via Monviso, e ha criticato l’aspetto estetico della segnaletica luminosa posta in corrispondenza degli attraversamenti ciclopedonali, definendola “terrificante”. Secondo l’amministrazione, aree come la via Monviso verranno comunque sistemate, anche se in ambiti di intervento differenti da quelli dell’Adp. Ioli ha poi aggiunto che “i pali della segnaletica degli attraversamenti sono più grandi del normale perché la carreggiata è più ampia e questo è l’unico modo per renderli ben visibili”.

Una critica ricorrente, condivisa anche da Maria Turconi, riguarda le ciclabili non separate fisicamente dalla carreggiata principale. Qui la risposta è duplice. Quella “tecnica” di Enrico Ioli è che “si era partiti dall’ipotesi delle ciclabili separate, ma è stato scelto di non realizzarla per poter mantenere lo spartitraffico centrale, sia per una ragione economica sia per maggiore sicurezza nelle intersezioni”. Questo, a termini di legge, ha costretto a mantenere una larghezza per carreggiata di almeno cinque metri mezzo. Il sindaco ha però voluto sottolineare che ”tutti i marciapiedi sono ciclopedonali”. Ognuno può quindi scegliere, in base alle proprie attitudini, se percorrere lentamente e con maggiore tranquillità il marciapiedi o se utilizzare invece la ciclabile veloce in carreggiata.

Per quanto riguarda il parco di via Col di Lana, criticato per la realizzazione della ciclabile che lo attraversa, si è sottolineato che l’obiettivo di questo intervento era quello di raccordare due zone diverse della città con un percorso protetto che garantisse la sicurezza dei più piccoli. Il parco, per altro, mantiene la possibilità di chiudere i cancelli in modo che possa essere sfruttato dall’adiacente scuole senza pericoli.

Un caso particolare è stato sollevato da Giuseppe Rampoldi, disabile costretto a spostarsi in carrozzina. “Anche questa sera non vedo modifiche a quanto da me richiesto il 3 settembre scorso,” ha detto. “Lo scivolo di via col di Lana è tropo ripido: in discesa è pericoloso e in salita non si riesce a percorrere. Lo scivolo dalla piazza 11 settembre non c’è più, e il cordolo posto in mezzo alla strada è pericoloso. Ho chiesto che venisse realizzato un attraversamento rialzato, ma secondo l’assessore non si può fare”. La risposta della sindaco non si è fatta attendere: “Noi non abbiamo mai detto che non saremmo intervenuti. La modifica non è stata espressamente menzionata, ma le confermo che l’ipotesi di rialzare quell’attraversamento non è esclusa. Bisogna però sottolineare che per intervenire sulle segnalazione dei cittadini servono dei tempi legati alla necessità di affidare lavori con l’attivazione di nuovi appalti. La sua segnalazione non è ignorata.”

Marco Veroni, infine, ha espresso preoccupazione per l’aumento del traffico che potrebbe derivare dalla prossima apertura del centro commerciale, attesa per marzo. “Stiamo parlando di un progetto che prevede modifiche a un sistema viario di attraversamento. Se oggi si verificassero le previsioni contenuto nel documento di Valutazione Ambientale Strategica, ovvero un traffico simile a quello della Varesina, avete pronto un ‘piano B’?

Non abbiamo costruito questo percorso con tecnici improvvisati,” ha risposto il sindaco, “ma lo abbiamo fatto con il Pim, che è un organismo riconosciuto. In più l’intervento è costantemente monitorato. È vero che parliamo di viabilità da due anni, ma è vero che le condizioni di partenza erano difficili, perché chi si opponeva proponeva solo un ‘no’ al progetto e come unica proposta la realizzazione della tangenzialina. I numeri citati da Veroni erano stati calcolati sulla viabilità di quell’epoca, mentre le nuove strade realizzate per Expo hanno spostato i flussi di traffico fuori dai centri abitati. Io credo che in primo luogo non bisogna anticipare un problema, soprattutto quando la realtà si dimostra sempre un po’ meglio del previsto. Avremo comunque un sistema di monitoraggio intelligente basato su telecamere che permetterà sia di sanzionare sia di ricorrere a misure diverse, come l’eventuale limitazione del traffico, che però nella nostra ottica devono essere solo di emergenza. Questo ci permetterà però di intervenire in caso di necessità”.

 

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