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Grande tensione e poche risposte in consiglio

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23 aprile 2011 - Nervosismo, nervosismo, nervosismo. Dentro e fuori l'auditorium. Prima, durante e dopo la seduta straordinaria del consiglio comunale chiesta dai consiglieri del PD e dal consigliere - neo-indipendente - Delmonte. Quella di giovedì stata una serata tesa e poco produttiva, la cui principale conseguenza sarà probabilmente la richiesta di dimissioni della presidente del consiglio Ippolita Papagno avanzata dal PD (si legga qui l’intervento della capogruppo). La Papagno, infatti, viene ritenuta troppo di parte e non più in grado di garantire l’imparzialità istituzionale prevista dallo statuto e dal regolamento del consiglio. Eppure le premesse perché potesse essere una seduta utilmente informativa c'erano tutte. All'ordine del giorno c'erano fondamentalmente due questioni: quella relativa alla gestione del centro sportivo e, soprattutto, quella della duplice inchiesta che vede coinvolti l'assessore autosospeso Crisafulli, la società municipalizzata del gas (SMG) e il sindaco Fornaro.

Le risposte arrivate, però, sono state poche. Il nervosismo è iniziato già prima della seduta, con la Papagno molto seccata con la stampa locale, QuiArese compresa, che sarebbe "una grande famiglia" tutta orientata a sinistra e con il sindaco Fornaro irritato per la scelta del nostro giornale di pubblicare un intervento di Giuseppe Augurusa in merito al centro sportivo che sarebbe già stato pubblicato sul giornale del PD, La Torrazza. Come se ribadire la propria opinione su giornali diversi equivalesse a rendere uguali i due mezzi, che - lo ricordiamo - non hanno nulla in comune. Si legga al proposito l'intervento fatto nei giorni scorsi dal nostro direttore.

La tensione non si è smorzata in aula, con un paio di vivaci battibecchi tra la Papagno e la capogruppo del PD Eleonora Gonnella. Il Partito Democratico avrebbe voluto infatti presentare delle nuove interrogazioni, ma con metodi piuttosto sbrigativi e con la giustificazione che il regolamento comunale in occasione di una seduta straordinaria non lo consentirebbe gli è stato impedito di farlo. Per la gazzarra che ne è nata non ci hanno fatto una bella figura né il PD, né la Papagno, né tanto meno il capogruppo del PDL Arricciati, che in un intervento davvero poco elegante ha accusato il PD di usare vecchi metodi di sinistra per falsare la realtà. E alla fine le discussioni sono proseguite fuori dall'aula, dopo il consiglio, con toni che hanno talvolta sfiorato la rissa.

Le risposte di Fornaro sul centro sportivo
E del centro sportivo e dell'inchiesta? Come detto, al numeroso pubblico sono state fornite poche risposte. Nessuna voglia di fare un dibattito costruttivo e la lettura di pochi documenti ufficiali e già ben noti hanno esaurito i temi. A proposito del centro sportivo Fornaro ha sottolineato che le tariffe di concessione delle strutture sportive non sono aumentate, mentre a crescere sono stati i costi dei corsi, che vengono gestiti liberamente dalle società sportive, oggi come in passato. A proposito del cancello di via Tobagi, che è stato chiuso impedendo l'ingresso al centro da quel varco, il sindaco ha sottolineato che questa era in origine solo un'uscita di sicurezza e tale è tornata a essere dopo un episodio di furto. Il bar è chiuso da tempo per essere adeguato alle normative e poi verrà regolarmente riaperto. Per le sponsorizzazioni, gli introiti vanno alle società sportive, per le quali questa è una fonte importante di sostentamento. Le auto che sono state esposte erano di uno sponsor che ha sostenuto l'iniziativa di tennis in carrozzina "Mettiamoci in gioco". Infine, secondo Fornaro, il numero delle persone che frequentano il centro sportivo non è mai stato così alto come quest'anno. Qui potete leggere il botta e risposta.

Un esposto in tribunale
Il PD, che ha citato una delibera di giunta, ha ribattuto che sono invece aumentate le tariffe all'utente finale, come per esempio quelle del nuoto. La Gonnella, a proposito delle sponsorizzazioni, ha poi affermato che dovrebbero essere introitate da Facs e non da Intese o da delegati di Intese. Per chiudere i commenti all'interrogazione, Fornaro infine ha sostenuto che invece di continuare a denunciare verbalmente presunti illeciti, l'opposizione dovrebbe rivolgersi al TAR per far valere, se ci sono, le proprie ragioni. Una posizione forse un po’ strumentale, dato che la tempistica per poter ricorrere al TAR si è esaurita 60 giorni dopo la decisione di cedere la gestione degli impianti a Intese e che tale decisione è stata presa il 15 luglio, dopo solo dieci giorni dalla pubblicazione della manifestazione di interesse. Il PD, a cui si può imputare una “mancata attenzione” durante il periodo estivo, non può quindi in alcun modo ricorrere al TAR in questa fase. Sappiamo però da fonti certe che qualcuno, non sappiamo se persona fisica o partito politico, ha presentato un esposto presso il tribunale. Vedremo se la magistratura riterrà di dover intervenire.

L’inchiesta su fotovoltaico e truffa SMG

In merito alla vicenda dell'inchiesta (qui potete leggere l’interrogazione e la risposta della giunta), l'amministrazione si limita a dire che, per quanto si sa, la gara per la ristrutturazione delle coperture scolastiche, che prevede la realizzazione di impianti fotovoltaici da affidare in gestione ventennale a privati, è regolare (leggi qui il bando) e che quindi non viene sospesa. La settimana prossima sapremo se qualcuno vi ha preso parte. Sulla SMG Fornaro è invece categorico nel sostenere che non è stata perpetrata alcuna truffa, citando per altro il comunicato stampa della società. Il gas, nonostante gli aumenti della materia prima, non sarebbe aumentato nel primo trimestre né aumenterà nel corso del secondo. Qui potete leggere la relazione completa di Fornaro.

Per completezza, e in anticipo sui tempi, Fornaro ha anche risposto all'interrogazione del 4 aprile scorso posta in consiglio dal PD e riguardante la cessione del 25% delle quote di SMG a SIGE, quote in precedenza di proprietà EON, e al coinvolgimento in SMG di Marzio Buscaglia, arrestato lo scorso anno con l’accusa di riciclaggio. In merito alle quote che EON aveva deciso di cedere, i soci di Gesem (Arese e i comuni vicini, che detengono il 75% di SMG) hanno ritenuto di esercitare il diritto di prelazione per evitare che un quarto della società finisse in mani non conosciute. Si è quindi cercato un socio privato con esperienza specifica nella gestione di utenze aziendali. Il 9 settembre è stato deliberato il suggerimento di cedere le quote a SIGE, che aveva un portafoglio clienti proprio nel settore industriale gas, e il 13 settembre SGM ha quindi ceduto le quote a questa società.

Avendo perso in occasione di questi passaggi proprietari il responsabile commerciale, è stato affidato un incarico di consulenza a Buscaglia, esperto nell'area industriale. Secondo Fornaro, Buscaglia sarebbe stato collaboratore di SIGE fino al 30 ottobre, mentre da novembre sarebbe diventato responsabile commerciale di SMG con un contratto a progetto. Non appena venuti a conoscenza del coinvolgimento di Buscaglia in indagini per riciclaggio, la SMG avrebbe chiuso il rapporto con Buscaglia.

Domanda senza risposta
Secondo la Gonnella le informazioni fornite dal sindaco non sono state però utili, perché erano tutte già disponibili, e nulla di nuovo ha aggiunto. “Vorremmo però sapere se lei ha sporto denuncia per le estorsioni di cui sarebbe stato fatto oggetto,” ha detto la Gonnella nel suo intervento di replica, “e se non lo ha fatto, perché”. Questa domanda è però rimasta senza risposta.

Negli interventi che sono seguiti da parte dei vari consiglieri comunali, molto interessante è stata l’analisi proposta da Giancarlo Giudici, del PD, sulla vicenda SMG. Giudici ha infatti sottolineato che la municipalizzata opera nel mercato libero del gas, e non in quello tutelato, e non ha quindi vincoli nell’applicare ai cittadini le tariffe che desidera. Secondo i dati in suo possesso, SMG avrebbe praticato prezzi sostanzialmente identici a quelli del mercato tutelato fino al terzo trimestre dello scorso anno, poi si sarebbe creato un divario pari al 14% dell’importo: ovvero il gas di SMG costava il 14% in più rispetto alle cifre del mercato tutelato. Questo divario è sceso nel primo trimestre al 12% e nel secondo all’8%, pur rimanendo rilevante. Secondo questa analisi, parrebbe che un’eventuale truffa non sarebbe stata perpetrata direttamente nei confronti dei cittadini, ma in quelli di SMG, che si sarebbe poi vista “costretta” a girare sui clienti gli aumenti indebiti. Rimangono distanti, quindi. le analisi del PD da quelle fatte da Fornaro in merito ai prezzi applicati agli utenti, con il sindaco che difende pubblicamente a spada tratta l’operato di SMG.

 

 

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