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Tensione e colpi di scena in consiglio comunale

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28 settembre 2011 - Ieri sera si è tenuto un consiglio comunale che, visti i fatti recenti, tutti si aspettavano molto caldo. Era però difficile immaginare che l'auditorium potesse arrivare ad assumere le sembianze di uno stadio, con PDL e UDC che recitavano la parte della squadra che gioca in trasferta senza sostenitori al seguito. Al di la del giudizio personale di ognuno sui recenti fatti di cronaca, crediamo che non sia stato un bello spettacolo. Il consiglio comunale è stato comunque ricco di episodi e di colpi di scena perché, oltre alla presenza di un pubblico da stadio, ha visto nell'ordine l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri di PD, Lega e dell'indipendente Delmonte, le dimissioni in diretta dell'assessore al bilancio Erika Seeber e, per finire, la mancanza del numero legale intervenuta al punto 6 dell'OdG. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo la serata.

Il consiglio comunale era stato convocato da tempo e per questa ragione il suo ordine del giorno non presentava mozioni o interrogazioni riguardo la vicenda Fornaro o le dimissioni della Lega. Vista comunque la straordinarietà dei fatti di cronaca che hanno coinvolto Arese, il presidente Paola Papagno aveva preventivamente accordato tre minuti di intervento (gestiti con una certa elasticità, visto che quasi tutti gli interventi sforavano il limite) ai capigruppo. Prima di questo, c'era però l'intervento del vicesindaco Carlo Giudici che, vista la forzata assenza di Fornaro, è la persona delegata a svolgerne le funzioni. Dopo una breve ricostruzione dei fatti, e la comunicazione che la giunta avrebbe lavorato in continuità con il passato, Giudici annunciava che nel pomeriggio aveva avuto una conversazione telefonica con Maria Carmela Nuzzi della prefettura di Milano, nella quale gli era stato comunicato che il prefetto aveva ricevuto dal tribunale gli atti relativi al fermo del sindaco e che li stava esaminando. Molto probabilmente nella giornata di oggi il prefetto comunicherà la sospensione dalla carica di Fornaro e il contestuale passaggio di consegne a Giudici che a quel punto assumerebbe le piene funzioni di sindaco. Il tutto è subordinato a un ulteriore passaggio in consiglio comunale che, qualora l'attuale coalizione PDL/UDC dimostrasse di avere i numeri per governare, allontanerebbe l'opzione del commissario prefettizio. A margine del suo intervento, Giudici comunicava anche che il 26 settembre l'assessore Crisafulli, anch'egli indagato per vicende legate a un appalto, aveva depositato le sue dimissioni da assessore.

Espletata questa fase, era il momento dei capigruppo. Nei loro interventi i rappresentanti di quella che oggi è a tutti gli effetti la minoranza, Delmonte (indipendente), Bortolotti (Lega) e Gonnella (PD), sostenevano l'illegittimità a governare Arese da parte della coalizione composta da PDL e UDC in quanto non espressione della maggioranza che era stata scelta dal voto dei cittadini (l'UDC alle passate elezioni si era presentato da solo e al ballottaggio non aveva fatto apparentamenti pur sostenendo Fornaro): Delmonte: "Non c'è più il sindaco votato dai cittadini, la Lega che era stata votata nella coalizione del sindaco oggi è all'opposizione e la maggioranza è composta da PDL e UDC, un partito quest'ultimo uscito dalle elezioni come di opposizione e rientrato in giunta solo grazie a un accordo personale con Fornaro"; Bortolotti: "La democrazia si basa sulla volontà dei cittadini e questa maggioranza non ne è l'espressione perché un partito che è uscito sconfitto dalle elezioni si trova ad avere ora il sindaco. Questo è un tradimento della volontà degli elettori che non avevano sottoscritto una maggioranza composta da PDL e UDC"; Gonnella: "Tutti sono innocenti fino a prova contraria ma le responsabilità, quanto meno politiche, di questa situazione sono evidenti. Riteniamo opportune e dovute le dimissioni del sindaco e le elezioni in primavera. Prima c'è stato il caso Crisafulli, poi quelle Fornaro e le dimissioni degli assessori leghisti. La giunta è ridotta ai minimi termini e la maggioranza votata dagli aresini non esiste più". Dopo avere annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia, la Gonnella comunicava che in queste condizioni il suo partito non avrebbe votato l'ordine del giorno e chiedeva il rinvio del consiglio comunale in attesa delle decisioni del prefetto. Terminato il suo intervento, la Gonnella e tutti i consiglieri comunali del PD, seguiti dal consigliere indipendente Delmonte, abbandonavano l'aula. La Lega abbandonerà invece il consiglio dopo la votazione prevista al secondo punto dell'ordine del giorno.

Terminati gli interventi dell'opposizione, era la volta dei capigruppo della maggioranza che prendevano la parola di fronte a un pubblico di circa 150 persone apertamente ostile. Il primo a parlare era Gino Perferi dell'UDC che così motivava le scelte del suo partito: "I fatti contestati al sindaco Fornaro non riguardano in alcuna maniera gli atti amministrativi di questa giunta e quindi abbiamo il dovere di continuare fino a che la legge e le indagini della magistratura ce lo consentiranno. Ai cittadini diciamo che se la sentenza fosse diversa da quella che ci auspichiamo, l'UDC metterà in atto tutte le azioni possibili perché il danno subito dagli aresini venga compensato e chiederemo all'amministrazione di costituirsi parte civile in un eventuale processo". Concludeva il giro degli interventi il capogruppo PDL Alessandro Arriciati: "Non vogliamo sottrarci al confronto ne nasconderci e se il prefetto decidesse in questo senso proseguiremo nel nostro mandato. Voglio anche dire che, qualora le accuse a Fornaro trovassero conferma, sarebbe anche e soprattutto il PDL a esserne maggiormente danneggiato e di questo chiederemo conto". Era scontato che il consiglio comunale vivesse prevalentemente sulle dichiarazioni dei capigruppo ma in realtà anche il suo prosieguo ha riservato qualche sorpresa.

Detto che dopo il punto 2 anche la Lega abbandonava l'aula, i lavori proseguivano con la presenza ai banchi dei soli consiglieri comunali di PDL e UDC che riuscivano a garantire di poco il numero legale, stante anche l'assenza tra le fila della maggioranza, la seconda consecutiva e la cosa suona un po' strana vista l'importanza degli argomenti in discussione, del consigliere del PDL Evangelista. Il primo colpo di scena è arrivato al termine della discussione sulla verifica degli equilibri di bilancio, quando l'assessore Erika Seeber, terminata la sua relazione, annunciava le dimissioni. La cosa era nell'aria da tempo ma il timing scelto ha prodotto un vero e proprio coup de théâtre. L'ultimo momento chiave è giunto quando si è arrivati a discutere dei Programmi Integrati di Intervento e Gino Perferi è stato costretto a sua volta, a norma di legge, ad abbandonare l'aula in quanto potenzialmente in conflitto di interessi (si risale fino al quarto grado di parentela). A quel punto non serviva la verifica per capire che in consiglio comunale era venuto a mancare il numero legale. L'assemblea veniva quindi aggiornata a questa sera dove la maggioranza necessaria sarà inferiore.

Qui potete vedere il video con i commenti alla situazione politica del vice-sindaco e dei capigruppo, nonché l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri Pd, Lega e dell'indipendente Delmonte e le dimissioni dell'assessore Seeber:

 

Qui, invece, la nostra intervista esclusiva al vice-sindaco Carlo Giudici, che spiega le ragioni per cui i superstiti della giunta intendono proseguire nell'amministrazione della città:

 

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