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Rottura in consiglio, minoranze lasciano aula

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01 ottobre 2014 - Colpo di scena ieri sera in consiglio comunale, con le opposizioni che compatte hanno abbandonato l’aula subito dopo la risposta all’interrogazione presentata da Vittorio Turconi della Lega Nord sul Csda. A spiegare le ragioni del gesto di forte rottura nei confronti della maggioranza, che probabilmente rappresenta anche la prima occasione nella quale le minoranze hanno agito da fronte compatto attraverso una totale condivisione di modi e metodi, è un documento congiunto che è stato consegnato da Turconi al presidente del consiglio comunale Veronica Cerea e da questa letto in assemblea. Con, al termine della lettura, tutti i consiglieri dei partiti di minoranza, Arese al Centro, Arese in Testa, Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle, che si sono alzati e hanno abbandonato i lavori. Le critiche alla maggioranza sono espresse in quattro punti, che fondamentalmente si riassumono nelle accuse di carenza della comunicazione istituzionale e di scarso coinvolgimento delle minoranze. Temi così sintetizzati nell’incipit del testo: “Le forze di minoranza presenti in consiglio comunale lamentano l’assoluta mancanza di considerazione e di coinvolgimento nell’azione amministrativa che codesta maggioranza svolge dal proprio insediamento. Nonostante le proclamate affermazioni del sindaco in campagna elettorale circa la trasparenza degli atti, il coinvolgimento di tutto il consiglio comunale e l’azione di discontinuità nelle nomine di rappresentanza”.

Le accuse vengono poi esplicitate e approfondite per punti, il primo dei quali riguarda la viabilità e le modalità di comunicazione istituzionale delle modifiche apportate al piano: “I consiglieri comunali - si legge nel documento congiunto - apprendono solo dalla stampa locale dell’avvenuta pubblicazione sul sito del Comune, delle tavole e delle relazioni del progetto viabilistico, modificato dopo le contestazioni e manifestazioni dei cittadini oltre alle numerose interrogazioni presentate dalle forze di minoranza in consiglio comunale. Tale atteggiamento è ritenuto irrispettoso verso i consiglieri comunali che rappresentano istituzionalmente i cittadini. Non essere messi nella condizione di verificare anticipatamente quanto modificato e quali soluzioni l’amministrazione ha adottato al progetto è un atto di arroganza e presunzione, di fatto si è impedito il controllo e ostacolato il ruolo demandato ai consiglieri. Ritenevamo utile e costruttivo almeno un confronto in Commissione Urbanistica Consigliare ma tale opportunità non è stata neppure presa in considerazione. Ricordiamo che tale decisione viabilistica si rifletterà inevitabilmente sul futuro della nostra città e in particolare su noi cittadini condizionandone la vita”.

Il secondo punto riguarda lo svolgimento delle riunioni della capigruppo: “Lamentiamo - scrivono le minoranze - la gestione assolutamente inadeguata delle riunioni della capigruppo, propedeutica all’analisi degli argomenti da presentare all’approvazione del consiglio comunale. Tale manifesto disagio provocato dall’assenza assoluta degli assessori in quasi tutte le riunioni e la frequente carenza documentale, che impedisce nei fatti un’analisi e una corretta spiegazione dei contenuti deliberativi degli atti e demandando tale ruolo, al presidente del consiglio che oberata da molteplici impegni non può gestire anche tale coordinamento. Significativo è vedere il verbale dell’ultima adunanza che si traduce in due righe per mancanza di confronto e contenuti”.

Terzo punto del j’accuse dei partiti di minoranza sono le nomine per le società partecipate, non condivise con la minoranza stessa: “Stigmatizziamo - si legge nel documento - il non coinvolgimento delle forze di minoranza, nella scelta dei componenti per le società partecipate e le dichiarazioni rilasciate dal sindaco in più occasioni, sulla manifesta volontà di basare la decisione e la selezione dei curriculum, solo per meritocrazia allo scopo di garantire discontinuità con il passato. Quando dichiarato è smentito nei fatti e nelle decisioni assunte: infatti si ritrovano nomine di navigati ex politici locali rappresentanti le forze di maggioranza come il nuovo amministratore unico della società Smg, il componente del direttivo del Cda del Parco Groane e il nuovo presidente del sistema bibliotecario del Nord-Ovest”.

Il quarto e ultimo punto riguarda le mozioni, con gli impegni presi che sarebbero poi disattesi, e le interrogazioni, alle quali non verrebbero date risposte esaurienti: “Lamentiamo - sostengono le minoranze - la non attuazione degli impegni assunti dalla maggioranza in consiglio comunale, attraverso le mozioni approvate. A ciò si aggiungano le continue evasive risposte date dall’amministrazione alle interrogazioni presentate dai gruppi di minoranza, con particolare riferimento al Centro Sportivo Comunale, alla società Smg e alla Gesem”.

Nella conclusione del documento i partiti di minoranza, oltre a esortare sindaco e maggioranza al confronto, spiegano la scelta estrema di abbandonare i lavori consiliari: “Ritenendo grave l’atteggiamento messo in atto dall’amministrazione - recita il testo congiunto - le forze di minoranza con profonda amarezza lasciano i banchi del consiglio comunale. Detta scelta non è legata ad argomenti posti all’ordine del giorno del presente consiglio comunale. Siamo viceversa consapevoli dell’importanza che alcuni argomenti rivestono, come le linee guida di indirizzo al diritto allo studio, l’ingresso a freddo di nuovi Comuni nella compagine Gesem e il punto relativo alla modifica Imu applicata alle sale cinematografiche. Tutti temi meritevoli di una preventiva e dettagliata informazione che risulta negata alle forze di minoranza”.

I lavori del consiglio comunale sono quindi proseguiti con i banchi della minoranza vuoti. La reazione della giunta per il momento è affidata a un rapido commento a caldo, più sul metodo che sul merito, che il sindaco ha rilasciato ad assemblea chiusa. Anticipando comunque che una risposta dettagliata, che entrerà nel merito delle questioni poste dalle minoranze, sarà data nelle prossime ore: “Il consiglio comunale - ha detto Michela Palestra - è il momento più alto del confronto, e le minoranze, seppur legittimamente, hanno deciso di sottrarvisi. E lo hanno fatto non su una questione specifica che riguardasse i punti all’ordine del giorno di questo consiglio comunale. Nel documento che è stato letto in aula, infatti, non c’è un richiamo che sia uno al consiglio comunale di questa sera. Anzi, vi si dice che ci sono argomenti importanti in discussione. Ma, malgrado ciò, la scelta delle minoranze è stata comunque quella di abbandonare l’aula”.

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