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La futura Arese: il parere di Augurusa

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24 marzo 2011 - Alla tavola rotonda dove gli studenti di Domus Academy hanno offerto la loro visione di quella che potrebbe essere nel futuro l'area post industriale di Arese (leggi qui), ha partecipato, tra gli altri, l'ex capogruppo in consiglio comunale del PD e dirigente sindacale Giuseppe Augurusa. Nel corso del suo intervento Augurusa ha espresso alcune perplessità in merito al fatto che quanto è stato proposto possa mai essere, almeno in parte, realizzato. Ma da cosa nascono queste perplessità? "Ho sottolineato il fatto - dice Augurusa - che il lavoro presentato da Domus Academy, per loro stessa dichiarazione utopico, mette in evidenza che i paesi dove si sono realizzate quelle esperienze hanno per prima cosa risolto il tema della riallocazione delle attività produttive. Noi invece pensiamo al recupero delle aree senza affrontare il tema del lavoro, a proposito del quale la contestazione dei Cobas è solo il termometro di una febbre molto alta".

Augurusa ha anche fatto notare come, nonostante il grande patrimonio di verde rivendicato dall'assessore Colucci, i dati di regione Lombardia dicono che in dieci anni si sia perso il 9,4 per cento di aree agricole e boschive a beneficio delle aree antropizzate, e cioè quasi interamente urbanizzate, senza che vi fossero variazioni demografiche che le giustificassero. Sempre secondo i dati di regione Lombardia, questa erosione è dipesa dalla costruzione di nuovi centri commerciali, cantieri per le grandi opere e edilizia residenziale privata che sono stati realizzati soprattutto nei piccoli centri. E a questo proposito Augurusa spiega che: "La terza voce di finanziamento delle pubbliche amministrazioni è rappresentata dagli oneri di urbanizzazione e questo, non la programmazione urbanistica, spiega il consumo ossessivo del territorio. Faccio anche presente che il nostro territorio, quello della provincia di Milano, è il primo in Europa per investimenti delle multinazionali e contemporaneamente ha una media addetti per imprese di 5 dipendenti. La scelta tra opportunità e rischi compete quindi al ruolo di indirizzo che la politica sarà in grado di indicare all'economia locale e oggi questo ruolo è totalmente assente".

Al di la di queste constatazioni, Augurusa ha anche fatto quattro proposte concrete riguardo l'area dell'ex Alfa Romeo: "Per prima cosa che si chieda a Fiat di negoziare gli interessi sull'area, e cioè le destinazioni d'uso, con la permanenza di una quota di lavoro nel Centro Stile che, salvaguardando qualche posto di lavoro, giustifichi il legame del marchio Alfa con il territorio. Oggi, e mi duole dirlo, tale legame è rappresentato solo da un museo chiuso sine die per ristrutturazione. Come seconda cosa propongo che si trasferisca l'AFOL (Agenzia Formazione Orientamento Lavoro) sull'area ex Alfa per dare un segnale simbolico ma tangibile dell'attenzione delle istituzioni pubbliche sul tema dell'area come occasione di rilancio occupazionale. Come terza cosa vorrei che si riaprisse la discussione sul futuro dell'area, rivedendo il ruolo di partecipazione dei comuni di Rho e Garbagnate, magari anche tenendo conto del loro diverso peso. Infine sarebbe auspicabile che ci si impegni nel testo dell'accordo, prima di scriverlo e non dopo averlo fatto, in modo chiaro sulla mobilità su rotaia e viabilità".

 

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