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Accordo di Programma, ora Arese alza la voce

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22 novembre 2017 - "Incomprensibilmente e inspiegabilmente, riceviamo direttamente all'ufficio protocollo del Comune di Arese, da parte di soggetti privati interessati alle trasformazioni delle aree, richieste di avvio di procedimenti non conformi con l’attuale destinazione d'uso quasi a significare che l'esito del tavolo dell'Atto Integrativo dell’Accordo di Programma venga considerato scontato. Così non è". Dopo un lungo silenzio l'amministrazione interviene, e in maniera per nulla scontata, sul processo di ampliamento del centro commerciale, oggetto di discussione e valutazione in Regione.

A  spiegare la posizione dell'amministrazione è il sindaco, Michela Palestra, che ricorda anche che qualunque decisione venga presa a livello regionale non ha efficacia alcuna se non approvata anche dai Comuni interessati: "L'esito - ribadisce Palestra - è soggetto al parere favorevole degli enti locali, nella persona del sindaco che siede ai tavoli promossi da Regione Lombardia, ma anche e soprattutto del Consiglio Comunale chiamato, in caso di esito positivo delle negoziazioni in seno ai tavoli dell’atto integrativo, ad approvarne i contenuti".

Il sindaco di Arese esprime poi tutta la sua irritazione per il ruolo, a suo parere marginale, che è stato riservato alle istituzioni locali, chiamate quasi a fare da spettatori di decisioni che coinvolgono direttamente le loro città: "In merito all’atto integrativo dell’Accordo di Programma dell'area ex Alfa Romeo - spiega Palestra - ritengo importante chiarire lo stato di avanzamento e le modalità con cui si sta operando, richiedendo e rivendicando con forza un ruolo da protagonista per il Comune di Arese sulla discussione nel merito della trasformazione dell’area. Sottolineo che il processo di valutazione di ipotesi di possibili soluzioni alle criticità, purtroppo, non ha visto coinvolti gli enti locali, nonostante siano destinatari diretti, con le loro comunità, delle trasformazioni ipotizzate nell’area e di conseguenza fortemente sensibili alle ricadute che ne deriverebbero. Quanto sopra evidenziato, non può che condurci a un giudizio negativo rispetto al percorso istituzionale scelto. Questo modo di procedere esclude totalmente il coinvolgimento degli enti pubblici, instaurando un dialogo preferenziale con il soggetto privato".

Michela Palestra sottolinea poi, come sostiene di avere puntualmente fatto a tutti i tavoli istituzionali, che alcune questioni sono da ritenersi condizione necessaria per la discussone nel merito dell'atto integrativo. In particolare Arese ha chiesto in sede istituzionale che vengano discussi cinque punti, ritenuti fondamentali per la città e per il benessere dei suoi cittadini.

Il primo punto è relativo al fatto che qualunque progetto inserito nell'Atto Integrativo debba tenere conto delle strutture già esistenti nell'ambito e nel contesto territoriale, procedendo a un attento censimento e sviluppo delle potenziali interrelazioni e conseguenti effetti fra tutte le grandi strutture di vendita in essere o in fase di realizzazione nell'area. Questo perché la compatibilità delle ulteriori nuove funzioni GSV (Grande Struttura di Vendita) comporta un rilevante impatto territoriale. Come diretta conseguenza di questo c'è poi anche il fatto che è necessario un attento studio dei flussi di traffico e un'analisi del sistema infrastrutturale esistente.

Il secondo punto pone come condizione che sia attuato un idoneo sistema di trasporto pubblico. Perché se è vero che le attuali condizioni, poste in essere dal precedente Accordo, hanno determinato l'avvio di un sistema di trasporto pubblico che ha rappresentato un primo approccio alla logica di sistema integrato gomma-rotaia, è anche vero che questo sistema ha risorse finite e limitate.

Al terzo punto l'amministrazione chiede che contemporaneamente siano implementate le pur significative previsioni di connessioni a verde nord-sud.

Il quarto punto pone l'accento sulle emissioni e l'inquinamento, che un aumento del traffico legato all'aumento dell'offerta commerciale potrebbe comportare. L'amministrazione sottolinea dunque che qualsivoglia soluzione pianificatoria proposta non può essere seriamente valutata in assenza di soluzioni che pongano come obiettivo di interesse pubblico prioritario la realizzazione di interventi strutturali che riducano in modo permanente le emissioni, così come definite dal Pum del Comune di Arese.

La quinta e ultima questione sollevata dal nostro Comune in sede istituzionale è che rimangono comunque imprescindibili le richieste di avere idonee garanzie di un significativo sviluppo occupazionale nell'ambito delle previsioni di trasformazione funzionale dell'area, la necessità che vengano implementati servizi e compensazioni ambientali a favori dei Comuni territorialmente competenti sulla base delle normative di legge e il mantenimento dei criteri economici compensativi per il settore economico locale previsti a carico delle GSV utilizzati nella formazione del vigente AdP.

"Senza possibilità di entrare nel merito di questi nodi - chiude il sindaco Palestra - non vi è, per quel che riguarda il Comune di Arese, alcuna possibilità di un esito positivo del tavolo. Auspico che d’ora in avanti si cambi metodo e si aprano serie discussioni sui contenuti, consentendo quindi agli enti locali di acquisire materiale puntuale e approfondito per fare delle serie valutazioni nel merito ed essere messi nelle condizioni di esprimere un giudizio sentendosi parte di un percorso che ci riguarda da vicino e non avendo la percezione di essere accidentale ostacolo a pianificazioni che hanno ragioni superiori a quelle del territorio".

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