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Piva (M5S): "La UE ha compreso e terrà aperta nostra petizione"

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28 febbraio 2018 - Soddisfazione del M5S per il riscontro ottenuto dalla petizione sottoposta all'europarlamento (leggi qui) in merito alle conseguenze negative che avrebbe l'ampliamento del centro commerciale sulla qualità dell'aria nella nostra città: "Dal Parlamento europeo - dice l'europarlamentre del M5S, Eleonora Evi - arriva una forte critica alla costruzione dell'ennesimo centro commerciale sul territorio dell'hinterland milanese. La miopia delle politiche regionali di sviluppo territoriale sono state oggetto di discussione in occasione dell'audizione della petizione sottoscritta da oltre 900 cittadini e presentata da Davide Ciociola e Michaela Piva, nostra candidata alla Camera dei Deputati al collegio uninominale di Bollate, che si oppone all'ampliamento del polo commerciale di Arese".

Secondo quanto riportato da Evi la petizione ha raccolto consenso pressoché unanime e la presidente della commissione petizioni, Cecilia Wikström, si è impegnata a scrivere una lettera di critica alle istituzioni locali e nazionali, mantenendo aperto l'iter della petizione: "Stiamo parlando - spiega Evi - di un'area già sotto procedura d'infrazione per violazione delle norme sulla qualità dell'aria e l'insediamento di una pista da sci indoor a pachi passi dalle Alpi. Un progetto che è stato definito 'assurdo' perfino da Bruxelles. La battaglia dei cittadini è entrata dunque al Parlamento europeo grazie al nostro lavoro ed è stata sostenuta da tutti i gruppi politici presenti in aula. Il risultato raggiunto è stato eccezionale: la presidente della commissione petizioni Cecilia Wikström ha deciso di scrivere una lettera di forte critica alle istituzioni locali, regionali e nazionali, chiedendo l'abbandono di questo progetto e di tutti quelli animati dalla mera logica speculativa che insistono sul congestionato territorio lombardo".

Particolarmente soddisfatta è Michaela Piva, candidata aresina del Movimento 5 Stelle alla Camera nelle elezioni di domenica prossima, che aveva promosso la raccolta firme ad Arese, raccogliendo oltre 900 adesioni di cittadini in calce alla petizione: "Sintetizzando al massimo - spiega Piva - possiamo dire che l'Unione ha compreso le istanze della petizione, e la terrà aperta. Un tema che non coinvolge solo Arese, perché ci sono altre petizioni aperte sul mancato rispetto della direttiva aria, che dimostrano che è inutile aderire ai protocolli se poi nei fatti si approvano piani che aumentano il traffico veicolare e l’inquinamento". Piva aveva promosso la petizione europea a giugno 2017, chiedendo l'annullamento dell'Atto Integrativo dell'AdP, escludendo ulteriori sviluppi commerciali e ludici di massa e chiedendo di riformulare un processo di progetto partecipato. "La petizione - dice la candidata aresina del M5S - che è stata discussa il 21 febbraio, resterà aperta e la Comunità Europea indagherà sull’iter per verificare il rispetto della direttiva europea che ci impone di ridurre i livelli di PM10 entro il 2020. Il tema dell'ambiente e della partecipazione dei cittadini sono strettamente legati e credo che l'urbanistica sia una materia in cui i cittadini debbano scegliere mediante strumenti di democrazia diretta, come referendum e dibattiti pubblici, onde evitare speculazioni immobiliari e finanziarie o forzature antidemocratiche".

Oltre al tema che più tocca di vicino Arese, nel programma elettorale di Michaela Piva rientra anche il reddito di cittadinanza: "Considerato che - spiega Piva - il livello di disoccupazione dell'Italia deriva principalmente dai bassi redditi e dalla, scarsa capacità di spesa dei cittadini, è necessario portare avanti politiche che incrementino la produttività e il potere di acquisto, aumentando gli investimenti nelle PMI che rappresentano il made in Italy, e nei nuovi settori quali la green economy. In questi anni invece abbiamo visto favorire i gruppi di capitale speculativo che non producono valore aggiunto e che arricchiscono pochi e precarizzano il lavoro e i redditi di molti. E' chiaro che se le esportazioni sono in crescita, ma i consumi del mercato interno latitano, o si aumentano i redditi o si diminuiscono le tasse. Il reddito di cittadinanza è una misura che permette di alzare anche gli stipendi, di ridurre il precariato e il ricatto dei datori di lavoro che approfittano della crisi per diminuire le retribuzioni favorendo così la crisi stessa".

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