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Confronto tra i candidati sindaco, ecco come è andato

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23 maggio 2018 - La serata di ieri ha visto il confronto diretto tra i candidati sindaco alle amministrative del prossimo 10 giugno, un evento organizzato quest'anno dal solo Laboratorio di Ricerca per la Politica. Da segnalare che di candidati ne erano presenti tre su quattro, ovvero il sindaco uscente, Michela Palestra (Partito Democratico, Forum e Arese Rinasce), Vittorio Turconi (Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia) e Michaela Piva (Movimento 5 Stelle), mentre ha declinato l'invito del Laboratorio Vincenzo Massari, candidato con la lista civica Arese in Marcia.

Il format della serata prevedeva due spazi autogestiti dai candidati, il primo di cinque minuti dedicato alle rispettive presentazioni e motivazioni e il secondo di dieci minuti dedicato alla descrizione del programma, con ordine di parola estratto a sorte. Le domande sono state interamente delegate al pubblico, cosa questa che probabilmente non ha consentito di approfondire particolarmente e in maniera organica le singole proposte, con i candidati che, non stimolati, nei momenti "istituzionali" della serata hanno potuto solamente ribadire quanto in realtà stanno spiegando da giorni in merito ai propri programmi e alle proprie idee.

Il sorteggio del primo giro autogestito ha dato la parola per primo a Vittorio Turconi, che ha sottolineato la sua aresinità, ripercorrendo la storia del percorso politico suo e del suo partito negli ultimi cinque anni: "Sono nato qui - ha esordito Turconi - e qui vivo, qui sono nati i miei genitori e i miei figli. Per me Arese è dunque un paese importante. Mi candido perché cinque anni fa voluto fare esperienza per comprendere i meccanismi amministrativi di Arese, entrando a fare parte del suo consiglio comunale. Dopo due anni mi sono dimesso da consigliere per lasciare spazio ad altri, proprio perché lo scopo che ci prefiggevamo con quella candidatura era di prepararci politicamente a gestire la città, facendo crescere la nostra conoscenza amministrativa della città in più persone del mio partito. Dunque quest’anno ho deciso di ricandidarmi e ringrazio il mio partito, la Lega, che mi ha permesso di farlo, e la coalizione che mi appoggia. La nostra è una coalizione politica, che vuole rappresentare quanto che accade a livello nazionale. Credo che Arese già ora sia una città senza enormi problemi, nulla è stato fatto irrimediabilmente male, e di questo rendo merito agli amministratori che ci hanno preceduto. Ma a nostro parere Arese si può migliorare. Molte persone negli anni sono venute a vivere qui perché hanno visto e apprezzato cosa era Arese. Solo che oggi Arese sta perdendo lentamente appeal. Quello che noi vogliamo è invece ristabilire l'immagine dell'Arese che era, ragione per la quale in molti avevano scelto di venire a vivere qui. La mia percezione è che ultimamente Arese si stia lasciando andare. Non vogliamo criticare l’attuale amministrazione, ma noi ci proponiamo di gestire meglio le risorse che la città ha, e le parecchie che ancora arriveranno dal centro commerciale. E per fare questo lavoreremo particolarmente sul tema della sicurezza, che è uno dei punti principali del nostro programma, ed è l'aspetto dove oggi Arese a nostro avviso è carente".

Dopo Turconi, il sorteggio ha dato parola a Michaela Piva, che ripercorre il suo percorso politico e indica nell'inquinamento il principale problema della città: "Il mio interesse per la politica - dice il candidato del M5S - nasce nel 2005, contestualmente alla presentazione del progetto che avrebbe trasformato l'area ex Alfa in un polo logistico, progetto che sarebbe stato devastante per Arese. Quel percorso ci aveva portati a presentare tramite Legambiente, un ricorso al Tar, in seguito al quale l'operatore aveva rinunciato a procedere. Successivamente ho seguito le campagne elettorali di altri candidati, diffondendo le idee che condividevo. Mi sono avvicinata al Movimento 5 Stelle nel 2013, dopo che il mandato che la città aveva dato ai suoi amministratori per dire no al centro commerciale venne tradito. La nostra è una comunità che tende a subire, ma io credo che a volte sia necessario intervenire in prima persona per difendere i propri diritti. Ed è questa la motivazione che mi ha spinto a candidarmi. La nostra azione politica si è intensificata da che è iniziato l'iter per il raddoppio centro commerciale, che a nostro parere rappresenta un problema di salute pubblica, visto che siamo già una delle città più inquinate della zona. A questo proposito abbiamo promosso una petizione Europea, che ha già avuto un riscontro con una lettera inviata dalle istituzioni europee alle autorità, nella quale si chiede di abbandonare questo progetto".

L'ultimo giro è toccato al sindaco, che ripercorre il suo percorso politico e spiega quello che lo ha motivato: "Arese - dice Palestra - è la città dove ho scelto di vivere e dove sono cresciuti i miei tre figli. La scelta di risiedere in questo luogo privilegiato è stata la ragione del mio impregno in politica, che è nato cinque anni fa con lo scopo di preservarlo. La mia prima candidatura nasceva in un momento molto difficile per Arese, che veniva da due commissariamenti. E in quel momento come semplice cittadina, mai iscritta a nessun partito, solo attiva in ambito associativo, ho deciso di diventare parte attiva nella mia città. Questi cinque anni sono stati importanti, difficili, sfidanti e mi hanno arricchito. Essere amministratori è un privilegio, e la mia grande forza è stata essere parte di una coalizione che mi ha sempre sostenuto e che nasceva da una spinta del territorio. Ricandidarmi nasce dalla consapevolezza che i tempi amministrativi sono lunghi, che quanto abbiamo seminato in parte deve essere ancora raccolto. E dal vedere l’entusiasmo delle persone intorno a me, molte nuove, che si sono avvicinate successivamente alla nostra coalizione".

Il secondo giro di interventi, quello riguardante il programma, viene aperto da Michaela Piva, che ribadisce che al centro di quella che sarebbe l'azione amministrativa del Movimento 5 Stelle figura l'inquinamento e conseguentemente la salute pubblica: "Lo situazione attuale - dice Piva - è che Arese è uno dei Comuni più inquinati dell'intera Lombardia. Dall'apertura del centro commerciale la centralina dell'Arpa registra dati di inquinamento tre volte oltre i limiti, limiti superati per 93 giorni in un anno. L'inquinamento provoca decessi, e le statistiche dicono che questi sono aumentati. E' da questo dato di fatto che partono le priorità del nostro programma. Il nostro slogan è 'Cambiamo aria' e riteniamo che sia proprio in capo alla figura di un sindaco la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Per questa ragione diciamo chiaramente no al raddoppio commerciale dell'area ex Alfa, per la quale riteniamo debba essere conservata la vocazione produttiva, creando un mix funzionale con quanto c'è. Crediamo poi che lo sviluppo di ulteriori aree commerciali sia destinato a creare una cattedrale nel deserto, perché la grande distribuzione è in crisi, e a crescere costantemente sono le vendite online. Noi diciamo chiaramente no al raddoppio degli spazi commerciali, mentre altri su questo tema nei loro programmi sono sempre più sfumati. Un altro punto per noi fondamentale è la mobilità. Per la nostra area è difficile prevedere nuove infrastrutture, anche perché ad esempio non c'è un numero di abitanti tale da giustificare l'arrivo della metropolitana. Però il collegamento con Garbagnate si potrebbe fare. Pensiamo anche al car pooling e al car sharing. Vorremmo poi intervenire sulla conversione energetica degli edifici, con sovvenzioni a livello locale, perché solo così gli investimenti della maggior parte delle famiglie risulterebbero sostenibili. Vorremmo poi rinaturalizzare le aree che abbiamo, potenziando ad esempio il verde verticale, perché anche l'incremento del verde diminuisce l'inquinamento atmosferico. Un altro capitolo riguarda la raccolta dei rifiuti, che deve diventare ancora di più una risorsa attraverso un'ulteriore incentivazione alla differenziazione. La raccolta differenziata ad Arese da già ottimi risultati, visto che sfiora il 70 per cento. Crediamo che un ulteriore step potrebbe essere fatto attuando la tariffa puntuale, quella che riconduce al singolo cittadino i rifiuti conferiti e che permetterebbe di premiare con sconti sulle tariffe chi ricicla di più. Anche questo è un progetto che secondo noi va promosso".

Il sorteggio ha poi dato la parola a Turconi, che ha ribadito come la sicurezza sia uno degli argomenti portanti del programma della coalizione di centrodestra: "Al di la delle parole - dice Turconi - riteniamo che questa giunta non abbia fatto abbastanza per garantire agli aresini quella sicurezza che permette di vivere serenamente nella propria città. In realtà la sicurezza è un tema nel quale questa giunta non crede, tanto che la seconda pattuglia notturna di vigilanza privata è stata aggiunta solo un mese fa, per evidenti ragioni elettorali. Noi peraltro crediamo che la sicurezza debba sempre essere affidata alle istituzioni e non a privati, che hanno minori capacità di intervento, e che con i soldi spesi si poteva aumentare l'organico della Polizia Locale. Una pattuglia di vigilanza privata, ad esempio, non può fermare e controllare un auto o una persona sospetta, cosa che invece può fare l'autorità pubblica. Qualcuno poi mi ha detto che non è facile avere più Carabinieri in organico sul territorio, ma Arese sta costruendo una nuova caserma, è logico pensare che qualcosa in cambio lo possa avere e lo si debba chiedere. Io non voglio che i cittadini di Arese siano meno garantiti nella sicurezza per via del centro commerciale, che necessariamente, sono d'accordo, necessita comunque di un presidio delle forze dell'ordine. Il centro deve portare benefici, le sue risorse devono migliorare la vita dei cittadini, non sottrarre risorse ad Arese. Un altro tema cardine del nostro programma è il commercio locale e qui mi impegno, in caso di successo elettorale, a riaprire piazza Dalla Chiesa nel minor tempo tecnico possibile. Perché sono i commercianti che ce lo chiedono, commercianti che hanno visto erodersi pesantemente gli incassi dalla chiusura della piazza, e chi amministra deve tenere conto delle opinioni dei suoi cittadini e del tessuto produttivo e commerciale della città. Il centro commerciale per quanto mi riguarda può continuare a esserci e anche ad espandersi, ma le risorse che genera devono essere messe a disposizione degli aresini e dei commercianti aresini. In questo contesto si innesta anche un discorso sui giovani, perché pensiamo che vadano aiutati economicamente quelli che intendono intraprendere un’attività. Per tutto questo servono ovviamente fondi, e i fondi li devi attingere da chi li produce, e quindi dal centro commerciale. Come dicevo noi non siamo contrari al suo ampliamento, ma nemmeno favorevoli a prescindere. Noi non firmiamo cambiali in bianco, volgiamo partecipare ai tavoli e, se serve, complicare la vita a chi decide di intraprendere progetti passando sopra le esigenze di Arese e degli aresini".

La chiusura degli interventi è spettata in sorte al sindaco uscente, che ha evidenziato in particolare le parti di programma riguardanti gli aspetti sociali: "Al centro del nostro programma - dice Palestra - ci sono la persona e i bisogni della persona. Abbiamo identificato delle parole chiave, che sono comunità inclusiva e partecipata. Vuol dire intervenire sulla rete sociale, dove in questi anni abbiamo lavorato molto, ma molto è ancora da fare. Arese è una città che invecchia, oltre il 25 per cento degli abitanti è over 65, e di questo dobbiamo tenere conto nelle scelte programmatiche. Non ci dobbiamo dimenticare che non sono poche le persone che necessitano di aiuto, e in questo senso stiamo pensando a una Rsa aperta, dove l'assistenza non si presti esclusivamente alla Casa di Riposo ma andando anche verso forme di assistenza a domicilio. Dobbiamo poi sostenere le nuove famiglie, senza lasciare indietro nessuno. Penso alle famiglie con disabilità, che devono poter contare su una rete sociale e su strutture che possono garantire un futuro ai loro ragazzi. In tutto questo il principio guida deve essere l'equità, sostenendo chi ha meno possibilità, anche economiche, di provvedere in proprio. Sul capitolo giovani dico che questo luogo (il centro civico, ndr), che non è solo una biblioteca, è anche per loro. Ma bisogna fare di più. Se siamo una città che invecchia perdiamo appeal per loro, dobbiamo quindi rendere più appetibili ai giovani gli spazi che ci sono. Sul tema sicurezza concordo con il fatto che Arese deve essere una città dove ci si sente sicuri, viva e vivibile. Anche per questo abbiamo assunto un nuovo agente di Polizia Locale, ma nella realtà amministrativa ci si deve misurare anche con i limiti di spesa per il personale. Tutti gli uffici comunali sono sotto organico, e durante questa amministrazione il personale, per via dei tagli imposti dallo Stato centrale, è calato sensibilmente. E di questo si deve tenere conto se si amministra realmente una città, bisogna cercare di distribuire equamente le risorse disponibili, per fare in modo che sia l'insieme a funzionare e a essere attraente per chi vive o vuole vivere ad Arese. E' ovviamente necessario presidiare la sicurezza, anche ricorrendo alla vigilanza privata e, per aggirare i limiti di spesa imposti dallo Stato, usando anche spazi normativi nuovi. Ci siamo dotati di telecamere e questa dotazione aumenterà, e pensiamo a una collaborazione tra pubblico e privato per il presidio territorio. La nuova caserma dei Carabinieri ha una funzione importante, perché avere una caserma più grande apre alla possibilità di vedere incrementato l'organico dei Carabinieri. Vogliamo poi una Arese viva e vivibile: per questo ragioneremo su un'offerta culturale diversa, più finalizzata ai giovani. Dobbiamo anche fare in modo che la domanda di praticare sport possa essere accolta, e in questo è necessario intervenire sulle strutture sia presso il centro sportivo che presso le palestre scolastiche. Non riapriremo piazza Dalla Chiesa, perché pensiamo sia importante che quella piazza sia un luogo di aggregazione. Quindi lo miglioreremo, ma per farne un luogo di socialità, non per riaprirlo al traffico. Sul commercio locale bisogna fare di più, questo è vero e stiamo parlando con i commercianti. Riteniamo infatti che il commercio di prossimità rivesta un ruolo fondamentale per la città, anche perché, come dicevo poco fa, Arese è una città che invecchia e gli abitanti devono avere la possibilità di trovare in città quanto gli serve. Riguardo il futuro sviluppo dell'Area ex Alfa ci sono elementi che devono essere cardine. Stiamo lavorando per collegare Arese a Rho Fiera, il principale hub di trasporto pubblico della zona. E in questo aiuteranno i progetti di riqualificazione dell'area ex Expo. L'inquinamento infine non è problema che investe solo Arese, e riteniamo sia necessario lavorare sulla cultura degli spostamenti, oltre che sull'ottenere collegamenti adeguati con Rho Fiera".

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