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Home Politica Notizie Sala: “Mobilità essenziale per cogliere nuove opportunità”

Sala: “Mobilità essenziale per cogliere nuove opportunità”

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24 maggio 2018 - Mobilità integrata e lavoro di squadra. Sono questi i due punti essenziali che la politica locale ha individuato per sfruttare al meglio le opportunità derivanti dalla riconversione di due grandi aree che ci toccano da (molto) vicino: quella dell’ex Alfa Romeo e quella dell’Expo. Lo hanno sostenuto con voce comune il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e quello di Arese, Michela Palestra, entrambi attivi anche in Città Metropolitana, il primo come sindaco e la seconda come consigliera. Se ne è parlato ieri sera al Centro Civico di Arese, dove Sala è venuto a sostenere Palestra nella sua corsa alla rielezione come sindaco della nostra città. A presentare la serata è stato Luca Nuvoli, segretario locale del Partito Democratico che è stato anche l’organizzatore materiale dell’evento.

Nella sua introduzione, Nuvoli ha voluto sottolineare come la ridefinizione delle due aree derivi da due storie politiche molto diverse. “L’area ex Alfa è arrivata ad avere una destinazione commerciale dopo venti anni di mala gestione, un sindaco di centro-destra arrestato, un commissario, un sindaco durato due mesi e un altro lungo commissariamento,” ha detto. “Le decisioni sull’area Expo, invece, arrivano da un’amministrazione di centro-sinistra, guidata dal sindaco Sala, e parla di sviluppo, di università, di scienza e salute”. Sottolineato ancora una volta come l’Accordo di Programma sia stato firmato e reso vincolante da un commissario prefettizio, Nuvoli ha posto l’accento sulla necessità di governare il processo di trasformazione, ribadendo i paletti già noti: “Discuteremo di eventuali variazioni solo se verranno realizzate le opere incompiute che aspettiamo da anni, come lo svincolo autostradale, la variante varesina e le altre opere connesse”.

La parola è poi passata ai due sindaci, che hanno approfondito il tema. “Sull’area c’è ancora molto da dire e da fare”, ha esordito Michela Palestra, “senza rifuggire dalle responsabilità della politica. Un pezzo di trasformazione è già stato attuato, ma abbiamo quasi un milione di metri quadri - parcheggio remoto Expo, area dove sorgeva il silo e la zona posteriore al centro commerciale - che devono ancora trovare destinazione. Dobbiamo cercare opportunità per il futuro senza dire ‘no’ a priori, perché abbiamo già visto cosa è successo in passato non ragionando nel merito.”

Il sindaco di Arese ha confermato come le infrastrutture, come le autostrade, siano importanti e al momento anche critiche. “Dato che l’inquinamento ci tocca da vicino,” ha sottolineato, “stiamo focalizzando la nostra attenzione su un trasporto pubblico che colleghi l’area ex Alfa con la nostra città e l’area Expo. Dobbiamo essere capaci di determinare una trasformazione culturale”. Poi si è nuovamente concentrata sulle evoluzioni future. “Se nell’idea della proprietà quell’area ha una destinazione prevalentemente commerciale, è vero anche che ci sono idee di sviluppo diverse. Per questo dobbiamo essere propositivi e renderci attrattivi. Vogliamo quindi essere attori e non spettatori, condividendo la responsabilità con gli altri enti per governare i processi e non subirli”.
Secondo Giuseppe Sala “è importante immaginare cosa fare in quell’area, ma altrettanto importante è che i sindaci dei paesi coinvolti si siedano insieme ragionando sullo stesso tipo di disegno, indipendentemente dallo schieramento politico di appartenenza”. I due sindaci sono concordi: solo “facendo rete” si possono ottenere risultati importanti.

Per l’area Expo il progetto, battezzato Mind, è invece ormai definito. Nel giro di qualche anno in quella zona si trasferiranno l’Ospedale Galeazzi, pronto a iniziare i lavori entro pochi mesi, e sette facoltà - prevalentemente scientifiche - dell’Università Statale di Milano. In più verrà creato lo Human Technopole, un centro di ricerca sul genoma umano per cui si prevede l’assunzione di mille e cinquecento ricercatori di prima nomina. Si calcola che decine di migliaia di persone si ritroveranno a frequentare quell’area, creando un forte indotto nelle zone circostanti che non potrà non coinvolgere anche Arese, magari anche solo come esigenza abitativa.

“Questa è un’opportunità straordinaria,” ha detto Michela Palestra. “Non saremo attrattivi come Milano, perché abbiamo vocazioni diverse, ma dobbiamo essere capaci di offrire soluzioni per chi su quell’area dedicherà una parte della propria vita”. Per questo, secondo Giuseppe Sala, il tema importante è quello della mobilità. “Bisogna ragionarci in fretta,” ha detto, “perché solo attraverso la mobilità si possono sfruttare le opportunità. Nella nostra visione l’Atm è un elemento chiave. È un’azienda solida, che può svilupparsi, e che ha un piano di investimenti per i prossimi sette anni di due miliardi di euro. Parliamo quindi di un’azienda sana. Mentre in passato Atm è andata a prendere lavoro all’estero, io vorrei invece che si sviluppasse qui. Vogliamo lavorare, come a Londra e Monaco, disegnando cerchi concentrici in cui Atm offra un servizio pagato in funzione di quanti cerchi si attraversano. Con un unico biglietto, non i due o tre necessari oggi. Dietro c’è un cambiamento nei sistemi di tariffazione, ma noi dobbiamo arrivare a questo tipo di integrazione. Non so quando ci arriveremo, ma c’è la volontà da parte del Comune di Milano.”

Michela Palestra non nasconde la soddisfazione per questo tipo di approccio, pur evidenziando come servano risposte anche a breve termine. “Noi come territori abbiamo bisogno di una visione forte da parte del Comune di Milano e la risposta è arrivata,” ha detto. “Non vorrei però che ci fosse una visione a lungo termine senza pensare ai problemi più immediati. Noi, per esempio, siamo più penalizzati di altri a causa di errori del passato, e abbiamo un piano di revisione del servizio su gomma, banalmente per raggiungere gli ospedali del nostro ambito. Accanto a una visione strategica come comune di Arese abbiamo messo in pista l’esigenza di andare a ragionare su 53 milioni di euro di fondi che non sono stati utilizzati per la reindustrializzazione dell’Alfa. Con quelli è possibile fare uno scatto in avanti e avere un sistema di collegamento efficiente ed efficace. E oggi siamo nelle condizioni di sederci a un tavolo per parlarne.”

Unico “no” emerso dal dibattitto è quelle nei confronti di un prolungamento della metropolitana verso la nostra città. Il trasporto su rotaia, ha affermato Sala, è destinato a Monza e a Baggio.

 

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