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Giovedì 25 maggio 2017
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Home Rubriche Aresini nel mondo La Malesia di Paolo - Episodio 15

La Malesia di Paolo - Episodio 15

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Questa settimana Paolo ci fa visitare il quartiere di Bukit Bintang, che è il centro nevralgico dello shopping e della vita notturna di Kuala Lumpur. E che lo scorso fine settimana è stato anche il luogo dove si è tenuto un festival latinoamericano.

Kuala Lumpur, 26 maggio 2011 - Bukit Bintang è il centro dello shopping e della vita notturna di Kuala Lumpur, un po’ come il nome stesso credo suggerisca: Bukit Bintang significa infatti ‘collina delle stelle’, stelle che fanno pensare alla notte, alla fama e al lusso. La prima impressione che ebbi quando arrivai la prima volta in questa zona di Kuala Lumpur nel 2007 quando vivevo ancora in Brunei fu di tipica capitale asiatica: ristoranti, locali, negozi e centri commerciali dappertutto, gente, tanta gente di ogni razza e condizione sociale, e quel leggero tocco di illegale e proibito che ha pure il suo fascino. Bukit Bintang è certamente tutto questo, ma è anche una zona di alberghi, di cinema multisala e di zone residenziali di casette di livello sociale non elevato, nascoste dietro i palazzoni, che erano già qui prima che la zona subisse lo sviluppo che l’ha trasformata in quello che è adesso.

Oramai conosco abbastanza bene questo pezzo di Kuala Lumpur; anche se non lo considero dei miei preferiti, ci vengo ogni settimana per frequentare il corso di malese che si svolge in una scuola privata ubicata in una traversa di Jalan Bukit Bintang, a due passi dall’omonima stazione della monorotaia. E dopo la lezione non mi spiace affatto gironzolare per le strade della zona, con le loro mille luci, la monorotaia che sfreccia in alto, la torre delle telecomunicazioni che spunta da dietro alcuni edifici da una parte, e le belle torri gemelle che spuntano da un’altra parte, e capisco bene il fascino che questa parte della capitale può esercitare. Ma Bukit Bintang non è solo per la gente con i soldi, anche se la prima impressione può essere quella. Accanto a centri commerciali lussuosissimi come il Pavillon, ce ne sono altri dove si possono trovare prodotti a prezzi stracciati, come il Sungei Wang Plaza; accanto a ristoranti di lusso ce ne sono altri a buon mercato, particolarmente lungo la parallela Jalan Alor dove la sera ai due lati della strada vengono posti decine e decine di tavoli e bancarelle dove si può mangiare soprattutto cinese a buon prezzo mentre le macchine tentano faticosamente di passare tra i tavoli e la folla. A Bukit Bintang c’è anche uno dei centri commerciali più grandi di Kuala Lumpur, il Berjaya Times Square con i suoi 900 punti di vendita.

Tra la folla che attraversa continuamente Bukit Bintang c’è anche qualche mendicante e pure l’occasionale artista di strada, tantissimi turisti arabi (e parecchie donne, anche giovani, col velo che lascia scoperti solo gli affascinanti occhi), e decine di ragazze cinesi o sud-est asiatiche davanti ai numerosi salotti di massaggi che tentano di convincerti ad entrarvi, dando la fortissima impressione che i massaggi praticati non siano dei più ortodossi, insomma più eccitanti che rilassanti! In alcune delle strade parallele a Jalan Bukit Bintang c’è anche qualche prostituta che tenta di accalappiare il cinese o l’occidentale di passaggio...

Appena avevo saputo che questa domenica in una traversa di Bukit Bintang, fiancheggiata da locali vari e conosciuta come BB Park, si sarebbe svolto un festival latinoamericano organizzato dalle ambasciate di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Equador, Perù, Uruguay e Venezuela, mi ero messo d’accordo con alcuni amici per farvi un salto nel pomeriggio. E così Irene, l’insegnante di spagnolo, è passata a prendere me e le mie amiche e colleghe Cristiana e Kitade per portarci in macchina a Bukit Bintang. Eravamo d’accordo di trovarci al BB Park con Ricardo, il mio collega peruviano, ed alcuni studenti di spagnolo. E così, seduti ad un tavolo di un locale, ci siamo goduti gli spettacoli di musica e danza presentati, compresa la scatenata samba ballata da due ragazze cinesi in bikini, tipo Carnevale di Rio, alla faccia del paese mussulmano!

E poi c’erano bancarelle varie di prodotti tipici dei vari paesi presenti, e specialità culinarie latinoamericane. Nelle grosse città del Sud-est asiatico gli eventi culturali non sono così frequenti come in Europa, e bisogna decisamente approfittarne quando se ne presenta uno... Anche se musei e gallerie d’arte, cinema e spettacoli teatrali di vario tipo non mancano a Kuala Lumpur, l’arte per l’arte è una cosa relativamente rara da queste parti, essendo quest’ultima spesso ancora legata al rito o all’artigianato. La scultura e la pittura poi sono abbastanza aliene alla cultura mussulmana, che predilige un tipo di arte più astratto. Che curioso ritrovarsi a guardare e a ballare salse, sambe, merengue e cumbie nella capitale della Malesia, ma decisamente gradevole passare un piacevole pomeriggio a godersi della buona musica e dell’ottima compagnia!

 

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