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Giovedì 24 agosto 2017
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Home Rubriche Aresini nel mondo L'Australia di Letizia - Episodio 14

L'Australia di Letizia - Episodio 14

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Un temporale, un party brasiliano a Bondi Beach e poi l'esperienza, per fortuna non diretta, con il morso di un ragno…giusto per ribadire quanto si dice, e cioè che in Australia tutto quello che si muove è velenoso! Insomma, una settimana intensa quella di Letizia nella terra dei canguri...

Sydney, 31 maggio 2011 - L’Australia piovosa, sembra un ossimoro, lo so, ma pioggia, vento e nuvole sono tutto ciò che ha accompagnato questa mia settimana di autunno a Sydney. Il weekend a Bondi è stato un weekend per certi versi alternativo. Il sabato mattina è iniziata l’odissea: a piedi fino alla stazione: cinquanta minuti di cammino tra boschi, prati e stradoni. Una volta arrivata alla stazione di Bondi Junction, la più vicina rispetto a Bondi, un’altra mezz’ora di cammino ed ecco che è iniziato a piovere. E’ stato impossibile tenere aperto l’ombrello per più di tre secondi! Ho perciò scoperto che se in Australia ci si imbarca in quest’impresa, puntualmente il vento impetuoso sopraggiungerà e ci si ritrova a contemplare i volteggi del proprio ombrello dopo che una folata improvvisa lo ha strappato dalle nostre mani. Un’altra scena abbastanza frequente: ventate rovesciano gli ombrelli; ed ecco chi lotta con il proprio ombrello concavo mentre vestiti e borse della spesa si inzuppano sempre più d’acqua piovana...

Una volta arrivata alla casa di Bondi il temporale è cessato, ovviamente ha piovuto giusto quella mezz’ora! Dall’una di pomeriggio alcuni vicini di casa brasiliani stavano festeggiando con un barbeque di farewell,(addio) la partenza di due ragazzi. Nessuno li ferma nemmeno il cielo grigio e scuro! I barbeque per i brasiliani durano dall’una di pomeriggio fino a sera. Scaldano continuamente un pezzo di carne alla volta, su braci fumanti. Lo appoggiano poi su taglieri e lo affettano in tanti piccoli pezzi. Ognuno prende il suo e lo puccia in una poverina dolce. Ho avuto l’onore di assaggiare anche il Mate! E’ una specie di the molto rilassante che viene messo in infusione in un calice di metallo con una cannuccia lunga e acqua bollente; non va’ mescolato ma semplicemente sorseggiato e condiviso tra amici. L’atmosfera che si crea è davvero serena e positiva, insomma: brasiliana! Eravamo tutti attorno al fuoco a scaldarci. Il party infatti si è svolto sul tetto del nostro edificio perciò tirava un’aria gelida, ma la vista era semplicemente stupenda.

Dopo poco però io e alcune amiche abbiamo dovuto abbandonare il party per recarci in un luogo molto meno piacevole: l’ospedale! Una mia ex coinquilina infatti il weekend scorso ha avuto un problemino al piede. Non sembrava nulla di grave: una semplice vescica enorme! Con cerotti apposta tutto sembrava risolto. Ma la presunta vescica durante la settimana ha continuato a gonfiarsi e gonfiarsi diventando così dolorante da impedirle di camminare. Insomma, in conclusione dovrà stare in ospedale per due giorni sotto antibiotici in quanto l’ipotesi più probabile è che sia una puntura di un ragno! Incredibile! Ora capisco le raccomandazioni prima di partire riguardo al fatto che in Australia ci sono alcuni degli animali più velenosi al mondo! Per fortuna però tutto sembra risolversi ora e il suo piede sta ritornando alle dimensioni normali. Anche la sua faccia sembra più sollevata rispetto a quando singhiozzando disperata invocava la sua mamma!

Capisco che quando si è lontani da casa è difficile affrontare un’esperienza del genere, in un ospedale, senza sapere quale sia veramente la causa del proprio male; ed ecco che sopraggiunge la nostalgia. A me non è capitato molto di soffrirne da quando sono qui e credo che non sia un sentimento comune nella maggior parte delle persone che intraprendono un viaggio in Australia. Molti sono qui all’avventura, per trovare se stessi perché erano stufi della loro vita precedente, erano stufi delle stesse facce delle stesse strade, case, degli stessi scenari e della solita routine. Tanti avvertivano il bisogno di un cambiamento e di una scossa nella propria vita. Ecco perché non ci si affligge molto da queste parti! Anzi piuttosto la sindrome più diffusa è quella del “non-voglio-tornare-ma-devo-perché-mi scade-il-visto”! Un’altra buona percentuale di viaggiatori in Australia punta solamente a divertirsi ed esplorare bypassando lo step più arduo: trovare un lavoro. Ricordate? Inizialmente mi risultava impossibile concepire come si potesse riuscire, con un lavoretto di uno o due mesi, a guadagnare abbastanza per sopravvivere e in più mettere da parte soldi per un viaggio low cost futuro. Ora capisco che avevo ragione! E’ molto improbabile! E’ vero che anche se si vuole lavorare solo per quattro o otto settimane si può trovare qualcosa, ma qualcosa che permetta soltanto di mantenersi! Adesso sto realizzando che molti backpackers sono avventurieri che fanno però affidamento sul papy che sgancia la grana! O per altri motivi hanno fondi a disposizione dalla vita precedente. Per quanto mi riguarda ho deciso di darmi più tempo: di stare fissa a Sydney per più mesi e di sopportare dei marmocchi; spero solo che questa soluzione funzioni!

 

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