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Martedì 25 luglio 2017
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Home Rubriche Aresini nel mondo L'Australia di Letizia - Episodio 19

L'Australia di Letizia - Episodio 19

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Prosegue il racconto di Letizia che questa volta fa tappa a Perth dove la casa la si trova con il couchsurfing. Giusto un giorno per visitare la città e poi il trasferimento in una farm. E qui si passa il fine settimana ad agguantare polli con le mani, piantare fiori, raccogliere broccoli e inseguire canguri!

27 settembre 2011 - Perth. Arrivo: ore 9 del mattino. Io e Ria siamo sul pullman che porta in città. Intorno a noi una dozzina di vecchi brontoloni e passeggeri schivi e silenziosi...Diciamo che il primo impatto con Perth è stato un tantino sconcertante e l’atmosfera non era delle migliori. Così ho dovuto sorbirmi per tutta l’ora e mezza di tragitto in pullman, i lamenti di Ria che criticava incessantemente Perth, “questa città grigia abitata da gente maleducata, asociale, antipatica…”. La ascoltavo pazientemente, dato che era inutile cercare di farle capire quanto fosse poco sensato giudicare una città non avendola vissuta nemmeno per un’ora! Una volta arrivati in centro un’altra sfida ci avrebbe aspettato: trovare la casa in cui eravamo ospiti, o meglio, couchsurfers!

Aprirò ora una piccola parentesi per spiegarvi di cosa sia l’”arte” del Couchsurfing. Si tratta di una comunità di viaggiatori alla quale ci si può iscrivere online. Il proposito originario è quello di offrire o cercare un posto dove trascorrere delle notti mentre si sta viaggiando. Alcuni dei membri infatti decidono di ospitare offrendo loro un divano (couch) come letto. Nel nostro caso, prima di partire, io e Ria ci siamo registrate creando due profili e inviando delle richieste scegliendo sulla base del profilo del membro ospitante e sulla base del numero di commenti positivi che altri utenti avevano pubblicato riguardo alla loro esperienza. Peter era la nostra scelta e dovevamo raggiungere la sua casa sul mare in un sobborgo di Perth, Cottesloe Beach. Eravamo molto agitate e elettrizzate per la nuova avventura che ci attendeva! Arrivati in centro ci è bastato prendere una piantina in mano e siamo state quasi sommerse da passanti che, vedendo il nostro sguardo un tantino smarrito, si offrivano per darci indicazioni, aiuti e sostegno: improvvisamente l’opinione di Ria riguardo a Perth e i suoi abitanti è cambiata radicalmente.

Quindi, per tutto il viaggio sul pullman diretto a casa di Peter, ho dovuto resistere un’altra oretta ascoltando, questa volta, commenti su quanto fosse fantastica Perth e quanto fossero socievoli, carini, gentili i suoi abitanti! Toc toc alla porta ed eccoci dentro un super appartamento sul mare! Peter è un ragazzo alto biondo, occhi azzurri, sorriso smagliante, fisico da surfista e accento americano. Ci ha accolto con una strizzata d’occhio e ci ha invitato ad entrare dopo essersi liberato dall’abbraccio entusiasta di Ria. Era un biologo marino nato in America che aveva vissuto due anni in Brasile e sta scrivendo un libro di fantascienza da quando aveva tredici anni! Aveva viaggiato moltissimo, soprattutto in luoghi dove è possibile fare immersioni per osservare la fauna marina e dopo avere condiviso una fantastica cena abbiamo anche conosciuto Luna, il suo animale domestico! Era una specie di polipetto che vive all’interno di una conchiglia, si trovava nell’acquario, esposto in sala e usciva dalla sua casetta solo e soltanto a luci spente, con il silenzio più assoluto. Apparentemente quello si trattava di un rito: tutti coloro che fossero entrati in quella casa avrebbero dovuto salutare Luna! La mattina io e Ria, dopo esserci alzate dai nostri comodissimi divani, ci siamo preparate per la giornata che avremmo trascorso in giro per la rilassatissima Perth, la città più isolata del mondo. La serata precedente era stata stupenda!

Avevamo scoperto il nuovo affascinante mondo del Couchsurfing, ci eravamo lasciate trasportare dal suono della chitarra di Francisco (il coinquilino argentino) e avevamo avuto modo di conoscere molte interessanti persone, grandi amanti dei viaggi. Le avventure però non si sarebbero fermate lì: nel weekend infatti ci saremmo dovuti trasferire in una farm, in una fattoria!  Così di sabato mattina un fuoristrada ci aspettava davanti alla stazione di Serpentine, un paesino di campagna nei pressi di Perth. Thomas, il guidatore, era un ragazzo danese che faceva l’aiutante nella fattoria dove eravamo diretti. Dopo un’ora di strada in mezzo ai boschi, tra i campi dove decine di canguri saltellavano veloci ecco che Thomas ci indica una casa: “quelli sono i nostri vicini” diceva “ la nostra fattoria si trova laggiù, ancora una mezz’oretta e siamo arrivati!”. Non potevo crederci! Ma l’espressione di stupore si è fatta ancora più intensa quando abbiamo varcato la soglia entrando nella farm.

Alcuni capannoni e vagoni vecchi di un treno, erano stati ristrutturati all’interno e tramutati in vere e proprie case e camere da letto! Tutto era fatto da materiale riciclato e l’acqua proveniente dal laghetto e dalla  pioggia veniva raccolta in grosse cisterne e poi filtrata. Nella casa, appese ovunque vi erano bandiere delle più svariate nazioni del mondo, tutti i posti che, Tom, il proprietario, aveva visitato. L’atmosfera era spiccatamente hippie e tutto era straordinario! Dopo una giornata trascorsa ad agguantare polli con le mani, piantare fiori, raccogliere broccoli e inseguire canguri, ci siamo abbandonati sui divanetti all’aperto. Per delle ore abbiamo contemplato le fiamme del fuoco e la volta celeste sopra di noi… Era incredibile quanto quell’Australia sapesse di libertà!  Il giorno seguente l’avremmo trascorso con il proprietario della farm, Big-Tom e poi io sarei partita per la West-coast con altri quattro “mates” che avevo già incontrato a Perth: non vedevo l’ora!

 

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