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Giovedì 14 dicembre 2017
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Home Rubriche Aresini nel mondo La Malesia di Paolo - Episodio 23

La Malesia di Paolo - Episodio 23

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Nell'appuntamento con la Malesia di questa settimana Paolo ci parla (e ci fa ascoltare) la musica del sudest asiatico. Un'interessante panoramica sui generi musicali di Indonesia, Thailandia e naturalmente Malesia.

Kuala Lumpur,  06 ottobre 2011 - Prima settimana di ottobre... oramai siamo in piena stagione delle piogge. Anche se le temperature sono solo leggermente al di sotto della media, ovvero intorno ai 30 gradi durante la giornata, il cielo è spesso nuvoloso e piove con frequenza. A peggiorare le cose, poi, c’è anche il fumo degli incendi che qualche volta arriva dall’isola di Sumatra. A volte penso, guardando il cielo dalla finestra di casa mia, che se le temperature fossero state basse questo tempo avrebbe potuto benissimo essere nordeuropeo ... e mi manca molto quel sole dell’equatore che, seppur a volte fisicamente duro da sopportare, mi rallegra sempre l’anima. Certo, è difficile che passi un giorno intero o due senza che si veda l’astro del giorno, ma la sua mancanza mi mette sempre addosso un po’ di malinconia. Non so proprio se riuscirei a riadattarmi all’inverno europeo! E quando questa sensazione di malinconia mi avvolge, che cosa c’è di meglio che ascoltare un po’ di buona musica?

E musica qui non me ne manca, ho una grossa collezione di CD di musica di molte parti del mondo, italiana ed europea comprese, ma anche e sempre di più pure di questa parte dell’Asia. E seppur non disdegni altri generi, la maggior parte della musica che ascolto è musica con radici, ovvero con almeno qualche elemento che la leghi al territorio e alla cultura locale. In realtà sia in Malesia che in buona parte del paesi del Sud-est asiatico prevale, soprattutto tra i giovani, la musica anglosassone o un genere di pop nella lingua locale che musicalmente fa uso di stilemi tipici occidentali; tuttavia godono di un buon livello di popolarità generi di musica che mescolano tradizione e modernità, ovvero scale musicali e stili canori più o meno tradizionali accompagnati da ensemble in cui a strumenti musicali occidentali se ne affianca qualcuno locale. Anche se posseggo CD di vari di questi generi locali acquistati durante i miei viaggi per il Sud-est asiatico (oltre che parecchi CD di musica più propriamente tradizionale), quattro sono quelli che seguo di più e che includo tra i miei generi musicali favoriti in assoluto. Dall’Indonesia ci sono il gamelan sundanese e il dangdut, dal paese in cui ora vivo c’è quello che alcuni chiamano ‘pop tradizionale’, e dalla Thailandia c’è il luk tung. Tutti stili musicali che ritengo molto belli e che sicuramente godrebbero di popolarità anche al di fuori dei paesi da dove provengono, se non fosse che i flussi culturali, particolarmente musicali, oggigiorno vanno sempre in una direzione: da Inghilterra e Stati Uniti al resto del mondo. Dal punto di vista qualitativo in molti casi dovrebbero forse andare al contrario!

Ma vediamo un po’ in che cosa consistono questi quattro generi. Cominciando dal gamelan, si tratta di uno stile di musica fra il tradizionale ed il classico molto popolare a Bali e Giava, eseguito da un ensemble di strumenti a percussione, soprattutto gong e una specie di xilofono di metallo, accompagnati però anche da strumenti a corda come il rebab (un tipo di violino di origine araba) o a fiato come certi tipi di flauti. Il flauto di fatto domina nello stile di gamelan di Sunda, la parte occidentale dell’isola di Giava, il mio preferito. Nonostante le sue radici tradizionali, il gamelan viene utilizzato anche come base per sviluppi musicali più moderni. Un buon esempio di ciò è Detty Kurnia, una cantante indonesiana che interpreta la musica della parte occidentale di Giava in chiave più moderna. Se avete accesso a Youtube, provate ad ascoltare questo suo brano (clicca qui). Il dangdut invece è uno stile che affonda le sue radici in India, la più antica fonte culturale del patrimonio storico e artistico dell’Indonesia occidentale (non dimentichiamoci che l’isola di Bali è induista). In pratica si tratta di uno stile di musica da danza le cui melodie, lo stile canoro e l’ensemble musicale sono fortemente influenzati dal patrimonio musicale indiano. Provate a notare le tablas ed il flauto in questo brano eseguito dalla cantante indonesiana Ikke Nurjanah (clicca qui).

Quanto al ‘pop tradizionale’ malese, stili locali si mescolano a stili di tipo arabo a cui si aggiungono influenze occidentali. Siti Nurhaliza (nella foto) è forse la cantante malese più popolare, e senz’altro la mia preferita. Il brano ‘Cindai’ è uno dei suoi più popolari (clicca qui). Passando dalla Malesia alla Thailandia, in quest’ultimo Paese molto popolare è il luk tung, un tipo di musica tradizionale delle regioni nord-orientali vicino al confine con il Laos. Anche qui le scale musicali, lo stile vocale e gli strumenti locali si mescolano ad elementi importati soprattutto dall’occidente. La bella Tai Oratai è una delle interpreti di luk tung più conosciute, anche se ce ne sono tantissimi altri, uomini e donne, di altissimo livello. Questo il brano che vi propongo su Youtube, il cui titolo in tailandese non vi posso purtroppo traslitterare o tradurre (clicca qui). Aggiungo un ultimo brano della stessa cantante, ma nello nello stile più veloce conosciuto come mor lam, sempre del nordest della Thailandia (clicca qui). Questo non è che un piccolissimo assaggio della varietà e ricchezza musicale che si trovano in Malesia e nel Sud-est asiatico. Magari più avanti riprenderò l’argomento, che mi sta molto a cuore.

 

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