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Giovedì 25 maggio 2017
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Home Rubriche Aresini nel mondo L'Inghilterra di Martina - Episodio 2

L'Inghilterra di Martina - Episodio 2

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09 novembre 2011 - La terza settimana del primo trimestre inizia con il compleanno della mia amica tailandese Pair, che ci porta tutti a un ristorante libanese per festeggiare. Non avevo mai assaggiato lo humous prima di venire in Inghilterra, e non avevo neanche mai ordinato tre antipasti tutti in una volta. Mercoledì è il giorno della prima partita ufficiale di pallavolo BUCS league, in casa contro l’università di Cambridge. Nonostante la loro reputazione da secchioni, ci battono dopo due ore e mezza di gioco. A quel punto, vale la pena di restare a guardare la partita della squadra maschile contro Aston University. Per fortuna i ragazzi si fanno onore, e alla fine della partita ci dirigiamo tutti verso il pub Varsity, i ragazzi per festeggiare la vittoria, noi ragazze per bere sulla nostra sconfitta. Dall’anno scorso sono membro della Warwick Business School Society, che organizza socials per i membri della Business School ed eventi in cui banche e aziende hanno la possibilità di presentare a noi studenti le opportunità lavorative che offrono agli undergraduates e ai diplomati. Io sono coordinatore dell’Alumni Week, un evento in cui i Warwick Alumni, cioè ex studenti di Warwick che si sono diplomati e sono entrati nel mondo del lavoro, verranno a raccontare la loro esperienza universitaria e lavorativa, aggiungendo i loro tips su come trarre il meglio dall’esperienza universitaria e come avere successo dopo la laurea. Il mio ruolo consiste nell’organizzazione logistica dell’evento.

Sono molto contenta di questa responsabilità perché mi da la possibilità di interagire con delle personalità molto interessanti che possono insegnarmi una grande quantità di cose. Giovedì è una serata alquanto particolare: dovete sapere che, in preda alla nostalgia per l’autentico cibo italiano, io e un gruppo di amici italiani abbiamo deciso di organizzare ogni tanto una serata aperitivo; ci si ritrova a casa di uno di noi, e ogni invitato porta qualche snack salato fatto in casa. All’inizio nessuno di noi aveva fiducia nelle proprie capacità culinarie ma, alla prima serata, tutti, me compresa, siamo stati sorpresi nel vederci cucinare con successo piatti che vanno dalle lasagne alle torte salate, e dalla pasta fredda a stuzzichini salati degni di un vero e proprio aperitivo da “Corso Sempione”. Il risultato del primo round di cucina è stato una meraviglia. Con il tocco finale di una sangria fatta in casa, siamo riusciti ad attrarre altri studenti francesi e inglesi che si sono aggiunti con piacere al nostro Happy Hour all’italiana. La serata ha avuto talmente tanto successo, che abbiamo deciso di riproporla una settimana dopo a casa mia. Invitiamo tutti gli italiani che conosciamo a partecipare al secondo aperitivo. Ed è così che giovedì sera io e le mie coinquiline ci cimentiamo con entusiasmo nella realizzazione di un altro banchetto Italian-style. Questa volta i presenti sono quasi il doppio! Tutti contribuiscono con dei piatti da leccarsi i baffi! Anche questa serata si dimostra un vero successo.

Venerdì sera ho avuto modo di assistere a un tipico e particolare evento organizzato dalla Warwick Nordic Society, un club i cui membri sono studenti provenienti da tutta la penisola scandinava (Warwick Business School presenta da sempre un’alta percentuale di scandinavi, primi tra tutti gli svedesi). Si tratta della serata “Pub crawl” che significa che i partecipanti (quasi tutti nordici) passano da un bar all’altro nel giro della stessa sera, ordinando almeno un drink per ogni locale visitato. Questo però è un pub crawl un po’ speciale: si chiama three-legged, a tre gambe. Un ragazzo e una ragazza vengono legati con del nastro adesivo all’altezza delle ginocchia, e per tutta la sera devono girare insieme da un pub all’altro, ordinando gli stessi drink e bevendo la stessa quantità ogni volta! Questo è l’esempio più lampante della varietà di culture e “passatempi” che si possono incontrare a Warwick, anche se, per ora, penso che mi limiterò a qualche aperitivo e lascerò queste serate più “intense” ad altri. Nel weekend, viene a trovarmi Nick, un amico di Arese che studia Ingegneria Aereospaziale all’università di Southampton, nel sud dell’Inghilterra. Insieme, sabato sera, ci cimentiamo nella realizzazione delle mie primissime home-made lasagne. Cuciniamo tutto da zero, compresi besciamelle e ragù. Non c’è soddisfazione più grande di quando Julie dichiara di non aver mai mangiato delle lasagne così buone, neanche in un ristorante!

Portare Nick in giro per Leamington Spa mi da l’opportunità di scoprire il paese per la prima volta. Prima d’ora non avevo mai avuto davvero il tempo di girare per le strade di Leamington, e camminando per dieci minuti verso sud da casa mia, io e Nick scopriamo i Jephson Gardens: un parco verdissimo attraversato dal fiume Leam, con diversi sentieri circolari con accanto fontane e distese di fiori. Il fatto che sia una bellissima giornata di sole rende il paesaggio ancora più suggestivo, ricordando quasi un quadro impressionista. Dovete sapere che da noi è tradizione che ogni casa di studenti, poco dopo essersi trasferiti a Leamington, celebri quest’evento con un house-warming party, una festa per augurare a tutti un felice inizio del nuovo anno accademico. Le mie compagne di appartamento sono in fibrillazione: organizzare feste è la loro specialità. I preparativi iniziano una settimana prima: luci, sound e decorations devono essere mozzafiato, per una festa che nessuno potrà dimenticare. Martedì sera, week 4, la nostra casa conta invitati provenienti da almeno venti nazionalità, un sacco di cibo, e ottima musica. Questa volta, devo dare credito alle mie amiche per l’organizzazione di questo evento!

Quel che rimane della quarta settimana a Warwick continua al solito ritmo di lezioni e tutorial. Ho ottenuto la mia prima interview per uno stage estivo a Londra. Incrociate tutti le dita! Questo primo term si presenta come un periodo abbastanza intenso: ho un esame di Finance e due essays da consegnare entro l’inizio di dicembre, e, aggiungendo ai “doveri accademici” anche il completamento delle applications per l’estate, mi sembra di non avere mai abbastanza tempo per far tutto. In questi momenti so che tendo a perdere la concentrazione e, cercando di fare tutte le cose in una volta, rischio di non portare nulla a completamento. In questi casi, come durante il periodo di esami l’anno scorso, devo ricominciare a usare il poco tempo che ho in modo efficiente, dare il 100 per cento anche per poche ore, ed eliminare qualsiasi pensiero o attività che mi distrae per permettere alla mia mente di concentrarsi esclusivamente sulle tasks davvero importanti. Questo implica che, fino alla fine del mese, adotterò una new policy in cui “work comes first”. Ce la farò?

 

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