QuiArese

Giovedì 26 aprile 2018
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Rubriche Lettere "Chiarisco motivi fessurazioni da ritiro"

"Chiarisco motivi fessurazioni da ritiro"

E-mail Stampa PDF

11 luglio 2015 - Pubblichiamo questo intervento che Nicola Casolla, della ditta Casollalegno Srl, ha inviato a Maria Dilillo e Francesco Gentile, per spiegare, con assoluta chiarezza, la dinamica che porta alla presenza di fessurazioni nel legno in generale, e nello specifico in quello utilizzato per realizzare la delimitazione dei sentieri ciclopedonali di Expo. Dal canto nostro ringraziamo Nicola Casolla per il gradito intervento e i lettori che hanno portato le loro esperienze specifiche nella discussione.

Buongiorno sig. Francesco Gentile,
sono Nicola Casolla della ditta Casollalegno Srl, fornitore del legno di larice utilizzato ad Expo. Colgo l’occasione per inviarle alcune informazioni riguardanti le fessurazioni da ritiro del legno, in modo che si possa chiarire il fatto che alcuni pali montanti presentino delle fessure da ritiro.

La premessa da fare è che il legno è sempre in movimento. Per la recinzione Expo Milano, è stato volutamente scelto ed utilizzato legno di larice naturale al 100 per cento, non impregnato e trattato chimicamente, assolutamente privo di qualsiasi sostanza chimica e nociva (es. sali al cromo). IL larice è la specie legnosa più performante presente sul mercato italiano delle conifere in termini di durata all’esterno, a differenza del pino impregnato chimicamente, che solitamente viene utilizzato per realizzazioni di staccionate in legno impregnato (per capirci le tipiche staccionate color verde che si trovano lungo le ciclabili o nei parchi giochi). Questo fa si che il legno di larice naturale utilizzato ad Expo non contamini chimicamente l’ambiente circostante, la fauna presente e soprattutto bambini e persone che frequentano la ciclabile. Per ragioni tecniche è stato utilizzato un montante in larice del diametro di 14 centimetri, ricavato da piccoli tronchi di larice; che per questo presentano il midollo centrale con cuore, mentre i correnti trasversali del diametro di 8 centimetri, sono stati ricavati da sezioni di tronco ”fuori cuore”, privi di midollo e della parte centrale che compone un albero.

Proprio per questo motivo, le sezioni di legno con midollo (con cuore) sono soggette a fessurazioni da ritiro in misura maggiore rispetto alle sezioni fuori cuore. Queste fessurazioni da ritiro su travi, tavole e pali rotondi, non compromettono minimamente la resistenza statica dell’elemento. Il distacco longitudinale delle fibre del legno, le quali aprendosi producono la fessura, è un fenomeno inevitabile e non comporta variazioni di rilievo né sulla flessione né sullo sforzo di taglio dell’elemento. La fessurazione da ritiro non è altro che il segnale naturale indicante che il legno è ben essiccato. Anche la durata del legno non viene compromessa in presenza di fessurazioni da ritiro. Il legno è un materiale igroscopico, soggetto a fenomeni di scambio di acqua con l’ambiente esterno, i quali possono causare a livello macroscopico diversi valori di umidità a cui un pezzo di legno può equilibrarsi con la variazione dimensionale e la comparsa di fessurazioni. E’ quindi un fenomeno fisiologico e non un indice di bassa qualità del materiale o della presenza di difetti. Inoltre non è detto che una volta in opera gli elementi riassorbano parte dell’acqua persa andando così a chiudere parzialmente le fessurazioni da ritiro.

L’aspetto estetico sicuramente conta, ma deve essere sempre associato al materiale che compone l’oggetto. Un tubo di plastica o acciaio ha un aspetto estetico gradevole quando è ben verniciato e ha una superficie liscia; la stessa analisi non la si può fare su un elemento in legno, che è un materiale igroscopico soggetto a continue variazioni di stato in funzione dell’umidità. La fessurazione da ritiro è una variazione di stato naturale che non deve influenzare l’analisi estetica ma deve motivare la scelta effettuata a priori: quella di aver scelto il legno, un materiale naturale rinnovabile abbattendo le emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Il legno subisce un processo di lavorazione a bassissimo impatto ambientale, ma soprattutto è un carbon stock, ovvero un immagazinatore naturale di anidride carbonica. Infine anche la classificazione strutturale del legno, indicata nelle norme tecniche europee CE, contempla l’analisi delle fessurazione da ritiro le quali sono sempre ammesse. Il legno è il materiale da costruzione più naturale e amato al mondo, è sempre in movimento, e va accettato con pregi difetti. Nella speranza di aver fatto chiarezza sulla questione, rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione in merito.

© riproduzione riservata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese

 

Il prossimo evento al QuiArese TechCafé

Banner

Banner

Banner

Banner

Le lettere

 

"Alcuni commenti sullo stato del verde pubblico"

21 ottobre 2017 - Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di un aresino, di professione agronomo, che fa il punto, per la verità parrebbe non molto felice, sulla situazione del...

 

"Quegli attraversamenti pedonali sono pericolosi"

31 maggio 2017 - Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di un lettore che segnala la pericolosità di alcuni attraversamenti pedonali sui viali Sempione e Gran Paradiso, con l...

 

"Il mio progetto per un parco giochi inclusivo"

19 maggio 2017 - Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di una lettrice che partecipato al bando relativo al bilancio partecipativo con un progetto relativo all’installazione di...

 

"Da anni reclamavamo maggiore disponibilità locali"

19 maggio 2017 - Riceviamo e pubblichiamo questa lettera ricevuta in merito all’articolo “Da biblioteca a sede delle associazioni: i costi” (leggi qui), nel quale venivano in...

 

"Ok i nuovi alberi, ma c'è anche da fare manutenzione"

16 dicembre 2016 - Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di questo lettore che, prendendo spunto dall’articolo sul progetto di piantumazione di viale Luraghi (leggi qui), fa qu...