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Home Rubriche Lettere "Ah, se Machiavelli fosse passato da Arese..."

"Ah, se Machiavelli fosse passato da Arese..."

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31 luglio 2015 - Pubblichiamo (con un po’ di ritardo e di questo ci scusiamo con il lettore) una lettera che Antonio Scarabelli ci ha inviato una decina di giorni fa e che riguarda l’ormai famoso cantiere di piazza della Pace. Al momento nel quale il lettore ci ha scritto era ripresa la movimentazione dei mezzi, a quanto pare in orario notturno. Tanto che, racconta Scarabelli, “svegliato verso le 3” dal rumore proseguito poi per circa 20 minuti “ho faticato a prendere sonno e quindi mi sono messo a scrivere alcune considerazioni sullo stato dei lavori, rotonde e alberi compresi”. Ed ecco quindi “Machiavelli 2”, il titolo che il lettore ha dato alla mail che ci ha inviato e che qui di seguito pubblichiamo.

Credevo che, quanto ad aspetto e vivibilità della nostra cittadina, il peggio lo avessero dato alcune precedenti amministrazioni, ad esempio con la cosiddetta strada nel parco (rovinando il parco) e con la piazza del Comune (ottima idea), realizzata a mo’ di sacrario (orribile). Purtroppo debbo ricredermi: al peggio non c’e’ proprio limite! E pensare che avevo accolto con speranza e fiducia la nuova amministrazione (sfido chiunque a trovare non dico un mio scritto, ma anche un semplice commento o post di critica di questa amministrazione prima della vicenda “strade”).

Pare che ora si sia toccato il meglio del peggio, fra faraoniche rotonde che, prendendo forma, stanno snaturando ed abbruttendo la nostra cittadina (e farle più piccole, come quelle su viale Marietti? Nemmeno a NY hanno mai sentito il bisogno di “abbellire” o “mettere in sicurezza” così i loro pur trafficati incroci), fra alberi che “cadono” come soldati in una insensata guerra e un cantiere fracassone di lungo corso con, da ultimo, terribili reviviscenze notturne (una impazzita Aresestate?), piazzato nel bel mezzo di un quartiere residenziale. E per fortuna, grazie alla protesta dei cittadini, si sono evitate le famose quattro corsie.

Per non parlare dei comunicati su tagli e trapianti che, sempre correttamente e con chiarezza si contraddicono e superano vicendevolmente, nell’apoteosi di una realtà virtuale che occorrendo può essere piegata a qualsiasi rappresentazione. Gli ultimi sviluppi della surreale vicenda mi ricordano quel meteorologo che a Pasqua si vantava di aver centrato la previsione: per chiarezza aveva emesso il suo comunicato fin da una settimana prima e poi lo aveva aggiornato fino alla fatidica domenica quando, guardando fuori dalla finestra, aveva confezionato l’ultima previsione, ovviamente in perfetta sintonia con la situazione meteo in atto. E qualsiasi polemica circa una pretesa contraddizione con quanto diversamente dichiarato nel corso della settimana era stata sdegnosamente respinta al mittente, con il richiamo appunto della conformità dello stato di fatto con l’ultimo comunicato, fatto passare come se mai fosse stato detto altro.

Se Machiavelli, che con il suo “Principe” voleva dare consigli ai Governanti su come gestire i propri Sudditi e convincerli che in fondo anche il peggio veniva servito esclusivamente nel loro interesse; se Machiavelli - dicevo - fosse passato ai giorni nostri da queste parti, con stupore avrebbe riconosciuto l’ingenuità della sua opera, che avrebbe prontamente cestinata, trattenendosi di poi umilmente in loco, ad imparare.

Antonio Scarabelli

© riproduzione riservata

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