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Lettera agli aresini giovani e meno giovani

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20 gennaio 2016 - Una lettera aperta agli aresini che avrebbe anche potuto essere un articolo. Ma che non lo è per espressa scelta del nostro collaboratore Reginaldo Cerolini.

Di solito sulle pagine del QuiArese, mi è capitato di scrivere qualche fugace recensione sugli eventi e gli spettacoli a cui ho potuto partecipare. Mi sono fatto  cosi, un’idea molto particolare della nostro paese ovvero, che contrariamente alle considerazioni standard, Arese sia un luogo ricco e culturalmente variegato. Per rendersene conto, basta dare un’occhiata al numero di associazioni, proposte sociali, sportive e culturali presenti.

Ora scrivo, per parlare del primo Music Contest& Jam Session di sabato 16 gennaio, che si è svolto allo  Spazio Giovani YoungDoIt, gestito dai Barabba’s Clown’s Onlus e a cui collaborano Cooperativa Idea, Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione e CineQuartiere Welfare. Voglio però farlo solo attraverso una lettera, perché essendo membro degli enti sopra citati, non posso vantare un distacco critico. Dunque scelgo di farlo con una lettera.

Nella lunga giornata iniziata alle 11.30 e proseguita fino a oltre la mezzanotte - ma tranquilli la musica e’ terminata alle 23.00! - mi è piaciuto vedere riunite in un unico spazio oltre duecento persone, con un cicaleccio vivace di giovani di un’età media tra i 18 e i 25 anni, di ragazzi di 14/16 anni, ma anche di molti adulti e bambini con le famiglie. Ho cosi’ potuto vedere come uno spazio sia capace di mette in relazione realtà differenti: erano, infatti, presenti graffitisti (anche stranieri), un biker, ballerini professionisti (di hip hop), i primi vagiti dei futuri radio speeker della Radio Web Arese - la cui iscrizione ai corsi inizia questo 20 gennaio e che sarà una radio in onda già da maggio,  tre Dj, nove band musicali, ragazzi di Arese e dei paesi vicini, il presentatore Jerry Castaldi, gli assessori, Augurusa, Ioli  e Scifo.

Soprattuto mi è piaciuto vedere persone diverse staccarsi dal proprio gruppo per parlare con altre, per giocare a calcetto fuori, per mangiare il cibo buonissimo fatto alla Villetta e fermarmi nonostante la mia stanchezza a parlare con il gruppo vincitore dei The Last Backs, di come sia importante unire le persone, stare insieme, credere che siamo degni di intima bellezza e gioia condivisa. Perché? Perché fuori da ogni diversità, individualità e differenza, questa è la nostra realtà, perché questo è il momento di fare il nostro bene e il bene di quelli vicino a noi. Non esistono altri modi per star bene insieme. Quindi ieri ho visto un piccolo ferace (non feroce!) seme nella nostra Arese. Che bellezza, sentirsi a casa.

Ecco, privato della corazza critica, sono scivolato nel sentimentale, ma se il sentimento è quello che ci fa vivere, spero di aver trasmesso almeno un buon messaggio.

© riproduzione riservata

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