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"Campane a morto per l'Aido di Arese"

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23 febbraio 2016 - Chiude l’Aido di Arese, in quanto all’ultima assemblea nessuno si è prestato candidarsi per le cariche sociali. In questo intervento un lettore sollecita l’intervento e la disponibilità di qualcuno dei tanti aresini che sono costantemente impegnati nelle tematiche sociali.

Chiedo scusa per il disturbo, ma mi farebbe molto piacere se decideste di pubblicare questa mia lettera. Nel titolo che le ho fato ho citato le campane a morto, perché venerdì scorso ad Arese la tristezza e il dolore hanno pervaso gli animi dei presenti all’assemblea, regolarmente convocata, dei Soci Aido. Potrà risultare uno scritto forse lungo, ma auspico che persone di buona volontà abbiano la pazienza di leggerlo fino in fondo, perché il tempo da dedicare, nel vederla andarsene, a un’importante associazione nazionale, presente sul territorio di Arese da infiniti anni, non sarà mai e poi mai abbastanza.

La prestigiosa Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, Sezione di Arese non c’è più. Pochi i presenti all’assemblea e nessuno che si è proposto alle cariche associative, nessuna prospettiva futura, quindi stop. Alle manifestazioni prossime a venire, organizzate dall’amministrazione, dalla Proloco, dagli Alpini, eccetera, non sarà più presente il Labaro dell’Aido – Gruppo di Arese e nemmeno vedremo più i gagliardetti con la medesima scritta durante le varie raccolte fondi, significativamente quella degli Anturium. L’organo superiore dell’Aido ha sequestrato tutto, anche l’archivio ed il magazzino, come da regolamento. Se l’Aido nazionale venisse in futuro invitata, provvederà il provinciale ad inviare le insegne necessarie, ma senza la scritta Gruppo di Arese.

E’ un vero peccato che ciò sia avvenuto perché, se è pur vero che oramai la gente può esprimere la donazione con apposta indicazione sulla Carta di Identità, è altresì vero che la funzione dell’Aido locale era e avrebbe voluto continuare ad essere, quella di sensibilizzare le persone e aiutare a evitare, nei limiti dell’umano possibile, le circa 3 mila morti annuali per mancanza di donazioni in Italia. Ma tant’è. Soprattutto va considerato che gli iscritti aresini sono circa 600, e il rammarico è ancora più grande nell’avere constatato che i presenti ieri sera erano solo sette. L’Assemblea era presieduta Lorenzo Lucidi, non aresino, inviato dal livello superiore di rappresentanza. Un sorriso, nonostante tutto, al presidente Franco Magnoni e al vicepresidente vicario Pier Saffirio, che ce l’hanno messa tutta e che per raggiunti limiti di età hanno dovuto abbandonare. A loro il mio più sincero pensiero di gratitudine infinita.

Non ho voluto e potuto presentare la mia candidatura per semplicissime ragioni pratiche, quali a solo titolo di esempio, la possibilità che io non ne sia capace e prima di tutto perché l’essere io stesso molto in là con gli anni, non avrebbe risolto di problema del rinnovamento generazionale. E’ un peccato che le altre associazioni aresine non abbiano raccolto l’appello che QuiArese ha lanciato nei giorni scorsi (condiviso su Fb da qualcuno) e che nessun giovane abbia ritenuto opportuno mettersi alla prova in un’avventura umana di così grande levatura morale. Speriamo che qualcuno ci ripensi e si faccia avanti.

Leggo e rileggo la Relazione morale presentata dal presidente uscente, piena di amarezza e di rammarico per aiuti non ricevuti, nonostante i servizi prestati; significativamente leggo la perpetua assenza dell’amministrazione comunale, testualmente scritta così: “non abbiamo mai constatato la partecipazione di un assessore o di un consigliere comunale”. La Relazione morale non fa colpe a nessuno, anzi, termina con “un caro grazie a tutti, in particolare agli Alpini della sezione locale che sempre ci sono stati di sostegno e di aiuto, tutti gli anni”. Ecco, gli Alpini, che sono sempre disponibili… ma anche loro, oramai, non sono mica più dei ragazzini, quindi…

Che la Provvidenza provveda ad aprire il cuore a persone giovani, meno giovani, impegnati e non impegnati in altre cose affinché l’Aido di Arese possa risorgere ed incamminarsi nuovamente sulla strada del bene comune nell’aiuto agli altri. Non è assolutamente necessario morire per donare, anzi, oggigiorno sono più le donazioni tra i vivi che le altre, perciò… Penso all’oratorio, ai partiti politici ancora esistenti, alle varie liste civiche, ai raggruppamenti politico/sociali che nella loro eterogeneità cercano comunque di stare insieme cimentandosi al meglio, alle associazioni tutte, ai vari movimenti di opinione che pensano di fare tante cose e di cambiare il mondo, ai quali tutti, forse, non è mai pervenuto il grido di dolore dell’Aido di Arese, amministrazione pubblica compresa.

Come fare? Semplice, prendendo contatto con il referente Aido per Arese che ieri sera è stato designato nella persona di Franco Magnoni (tel. 340-6445066).Se avete letto fin qui vorrà dire che QuiArese ha pubblicato e che voi siete persone sensibili, forza dai.

Buona vita a tutti.
Lettera firmata

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