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Social e “gli internauti polemico-compulsivi”

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31 marzo 2016 - Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di un lettore, che prende di mira quelli che, per il tono e la forma dei loro interventi sui social network, definisce come “polemici compulsivi”.

Un giornale online come QuiArese ha la funzione di informare su ciò che accade nella nostra città: valore mantenuto nel tempo e di cui sono grato agli amministratori del sito. Attraverso i post e le lettere sul blog collegato a Facebook, si ha l’occasione di approfondire, scambiare opinioni, ragionare insieme delle cose salienti riguardanti la nostra città. Purtroppo però, c’è un ostacolo a questa preziosa opportunità di dialogo e di analisi dei fatti.

È diciamolo, senza girarci intorno, la presenza di “polemici compulsivi” che inibiscono ogni forma di razionale analisi dei problemi della nostra comunità e delle soluzioni possibili da adottare per affrontarli. Il popolo di Internet, se da un lato ha fatto da cane da guardia della libertà d’informazione, dall'altro ha dato voce a centinaia di troll e a polemisti compulsivi, che divengono ancor più velenosi quando il bersaglio appartiene a un partito rivale o in genere a coloro che la pensano diversamente.

Nel grande circo multi-mediatico, spesso si perde di vista la sostanza dei fatti e la loro analisi scevra da pregiudizi, per dare spazio alle querelle e alle chiacchiere. Quando questo succede, a farne le spese è soprattutto un democratico e trasparente confronto. Proliferano così i “polemico-compulsivi”, che si trovano anche in altri ambiti sociali (tra i parenti, nelle associazioni, nelle aziende), ma nel web hanno più libero e incontrollato sfogo. In genere, il polemico è qualcuno che non è per nulla felice del successo di un'altra persona, di una squadra rivale o di un altro partito. Preferisce la catarsi polemica piuttosto che affrontare la voce della coscienza che gli sussurra, nel suo caso timidamente, che forse è lui stesso a essere in difetto.

In particolare, gli internauti “polemico-compulsivi” che si muovono fluidi tra Facebook e Twitter, i vari social network e i blog dei giornali on-line, spesso imboccano la via dell’insulto. Non sanno che si può ragionare ed esprimere anche opinioni diverse senza la diatriba urlata 2.0. Si può discutere con pacatezza e la voce arriva più lontano di quella che attraversa i megafoni dell’isteria polemica. Come difendersi da costoro, che cercano un ruolo attraverso la polemica sciorinata a fini di raggruppare le proprie truppe “cammellate o dromedarizzate”, sotto il vessillo della propria verità? La sovrana indifferenza nei loro riguardi è la risposta più efficace, in coerenza con la formula magica scritta dal ‘sommo poeta’: “Segui il tuo corso e lascia dir le genti” (nel verso rivolto a Cecco d’Ascoli che guardava di traverso Dante).

Giorgio Fiorini

© riproduzione riservata

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