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Zaffaroni: "Non si uccidono così le tradizioni"

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30 giugno 2018 - Dopo la tradizionale festa dei Santi Pietro e Paolo abbiamo ricevuta questa lettera da Ezio Zaffaroni, vice-presidente della Cooperativa Agricola Edificatrice, che sottolinea quelle che a suo parere sono state le inadeguatezze organizzative.

Caro direttore,

ieri sera, 29 giugno 2018, si è consumato ad Arese l’ennesimo scempio nei confronti della cittadinanza, dei commercianti e delle tradizioni. La festa patronale, una volta ricca di eventi e tradizioni, è stata umiliata, riducendola a un evento in una singola piazza dai contenuti limitati. La Cooperativa Agricola Edificatrice, di cui sono orgogliosamente vice-presidente, ha ugualmente organizzato il tradizionale aperitivo gratuito in via dei Caduti, la via principale del nostro centro storico. Sono oltre quarant’anni che nella giornata dedicata ai Santi Pietro e Paolo la Coop aresina offre alla cittadinanza questa occasione di festa e ristoro, con la Banda cittadina che ha sempre fatto da corona a un piccolo, ma significativo evento.

Ieri la via dei Caduti era sconsolatamente aperta al traffico: abbiamo dovuto stringerci sotto i portici e la Banda non ha trovato tempo e modo per fermarsi. Le persone si sono lamentate, costrette a camminare tra le auto come in un qualunque giorno lavorativo. Noi ci siamo sentiti offesi, essendo ormai parte della storia di questa città.

E purtroppo devo anche sottolineare una mancanza perenne di attenzioni, se non di rispetto, nei confronti dei commercianti del centro, che tentano disperatamente con le loro forze di tenere viva la via centrale di Arese nonostante di anno in anno vengano meno le occasioni per vivacizzarla. Questa sera, in occasione di una “notte bianca” che da quattro edizioni a questa parte va solo peggiorando, nessuna attrazione particolare è prevista, tranne un’ora di intrattenimento musicale davanti alla Chiesa (dove non ci sono esercizi commerciali). A cercare di attrarre gli aresini rimangono solamente i commercianti, che con fatica e dignità offriranno le loro specialità culinarie a chi vorrà abbandonare le ritrite piazze per addentrarsi nella nostra via.

Mi auguro che in futuro le feste cittadine vengano pensate con maggiore attenzione, magari organizzando patronale e notte bianca in momenti diversi (e non accorpandole in una tre giorni senza senso) con una serie di attività che riescano a essere motivo di attrazione per la cittadinanza. E magari tornando a coinvolgere la via dei Caduti e via Mattei anche in manifestazioni come la Festa delle Associazioni o le defunte feste di primavera e autunno. Sono certo che, come avvenuto fino a un paio di anni fa, la collaborazione fattiva anche da parte della Cooperativa Agricola Edificatrice e degli altri commercianti non mancherebbe. E lavorando tutti insieme si eviterebbe, con ogni probabilità, di uccidere tradizioni consolidate.

Ezio Zaffaroni


 

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