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Il gioco delle Tre Carte.... Più o Meno

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02 ottobre 2015 - Una rivista locale come QuiArese, oltre che informare su cronaca, politica, sport, eventi, comunicazioni da e per il Comune, dà anche voce ai lettori attraverso le proprie pagine digitali o su Facebook sui problemi grandi o piccoli. Allo stesso modo, un giornale locale non può essere disattento a ciò che viene postato sui Social network dedicati alla città e ad Arese ne sono nati e hanno anche un buon seguito. Ovviamente, essendo espressioni di liberi pensieri e di democrazia, ognuno scrive, inserisce foto o filmati riguardanti la vita cittadina o le sue bellezze o brutture e, come sempre, c’è chi è d’accordo e chi no, chi prende sul serio gli aspetti di un problema e chi invece ci scherza. Poi ci sono le tendenze politiche a favore o a sfavore di questo o di quello. E anche i caratteri delle persone, essendo diversi, comportano commenti a volte opposti. C’è chi apre gli occhi invocando diritti del Cittadino, qualità e sostenibilità delle persone, degli animali, delle cose e dell’ambiente e chi, invece, si accontenta di tutto, preferisce vivere tranquillo, giustificando ogni cosa, nella filosofia del “tutto scorre”. Anche QuiArese ospita tante voci e questa volta si tenta di spiegare un gioco, quello delle “Tre Carte”.

Prima carta
Cosa occorre: una Casa dell’Acqua, con due terminali di lettura, poi una Carta Regionale Sanitaria con le funzioni di codice fiscale, fruizione di servizi e assistenza medica oltre che di prelievo di acqua frizzante. Inoltre, servono sei bottiglie da un litro e una borsa o porta bottiglie per un peso totale di oltre sei chili.
Come si svolge il gioco: recandosi alla Casa, mettendosi in fila, arrivare al terminale, ad esempio quello a destra, e scoprire che la Carta risulta illeggibile o non abilitata. Gli altri giocatori, in genere, consigliano di provare all’altro terminale, quello di sinistra, e allora ci si mette in coda e al momento giusto si inserisce la Carta nel lettore e si scopre che anche qui la Carta è non abilitata o illeggibile. Un momento di sconforto, si pensa a un bluff dei compagni di gioco e si mormora timidamente un “uffà”, ma c’è sempre qualcuno che dice di “aver pazienza”, di “riprovare” e “riprovare” perché, prima o poi, la Carta verrà letta. E così succede, dopo vari andirivieni tra destra – sinistra – destra – sinistra si riesce a “vincere” la dotazione di acqua prevista. La solita nonnina dice: “Ma perché non fa la segnalazione in Comune, invece di spazientirsi?”, il solito criticone dice: “Ma i vecchi non hanno niente da fare, se non guardare i lavori stradali. E poi, le fa bene questa ginnastica avanti e indietro…”. Fatta la segnalazione in Comune, la risposta è di rivolgersi a Gesem che non risponde.
Svantaggi del gioco: a) credere, come è successo a noi e altri conoscenti, che la Carta fosse usurata e richiedere l’emissione di una nuova, che i lettori continuano a non riconoscere se non dopo vari tentativi; b) ritornare al supermercato causa stress, e comprare di nuovo quelle bottiglie di plastica; c) sperare che altri e non i soliti “rompiscatole” facciano le segnalazioni al Comune, a Gesem, ai giornali, a tutti i mezzi a disposizione, per far arrivare a chi di dovere la propria esasperazione; d) pregare che questo “dovere civico” a favore della riduzione della plastica da smaltire possa concludersi con esito positivo.
Consiglio: il giocatore della Casa dell’Acqua non deve smarrire la Carta perché non tutti hanno la pazienza di trovare in elenco telefonico l’indirizzo dell’intestatario per portarla a casa oppure di portarla in Comune o ai Vigili. Il maggiore inconveniente lo si riscontra al momento di dover usare la Carta in farmacia o all’Asl e non la si trova: la proposta di utilizzare per il prelievo di acqua, carte diverse dalla Carta Crs, come fanno in molti Comuni anche con piccolo contributo del Cittadino, non è stata mai presa in considerazione.




Seconda Carta
Cosa occorre: una Carta formato A4, una penna, una macchina fotografica o un cellulare. In questo caso i giocatori sono tantissimi e aumentano giorno dopo giorno. Sono di tutte le età, sesso, colore e religione, abili e disabili e si sentono tutti cittadini innamorati di Arese, il luogo dove sono nati o hanno scelto di vivere e quindi, come succede con una persona, animale, cosa cui si tiene veramente e che non si vuol vedere soffrire o in brutte condizioni, mettono in evidenza cose che andrebbero migliorate. Arese, rispetto a tanti Comuni dell’hinterland milanese è una città ancora “vivibile”, ha servizi, scuole, verde,  benessere. Tanti Più e non mancano i “Meno”. Ma la Carta del gioco, suddivisa in due parti: “Cosa va” e “Cosa non va”, viene giornalmente compilata da questi giocatori nella speranza di vincere un più tranquillo tran tran quotidiano, un benessere qualitativo e ambientale anche per il futuro per se stessi, figli, nipotini…
Svantaggi: a) essere presi in giro; b) non essere presi in considerazione da chi di dovere; c) illudersi che le cose possano cambiare; d) sperare a lungo che il senso civico e il rispetto delle Leggi e degli altri diventi una realtà.
Come si svolge il gioco: i giocatori rileggono gli appunti e si rivolgono domande a cui ognuno cerca di dare una risposta. Ovviamente vince chi al di là della fantasia, simpatia e qualche selfie, riesce a dare una visione più vicina alla realtà di quanto segnato.
Alcuni esempi. Foto 2: si è già pensato a come verranno arredate le rotonde della nuova viabilità? Ci saranno nuove piante o monumenti o fontane?





Foto 2B: Eventuali monumenti saranno riconoscibili o resteranno ignoti come quello nell’immagine?







Foto 3 e 4: Come mai a distanza di pochi giorni, le piste ciclopedonali nuove presentano già crepe come quelle ultraventennali? Dopo gli esperti di pali e recinzioni, cosa dicono gli esperti di strade e territorio?




 

 

Terza Carta
Cosa occorre: Carta igienica o bustina per raccolta.
Come si svolge il gioco: i giocatori cercano di far capire ad un giocatore “marcio” che il suo cane è un “signore” mentre lui è un “incivile”.
Svantaggi: a) correre il rischio di litigare con l’incosciente; b) cercare nelle immediate vicinanze un vigile con difficile risultato; c) farsi carico di sporcare un fazzoletto per rimuovere la “sporca vincita”.
Come si svolge il gioco: ogni giocatore fa a gara con gli altri, facendo sembrare di essere superiore a questi “problemi terreni” facendo sembrare che esistono cose più importanti nella vita piuttosto che il rispetto per gli altri.

 

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