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Spostando di qua e di là... Più o Meno.

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13 novembre 2015 - Sono stati giorni di fuochi incrociati tra i Partiti, principalmente legati al problema della viabilità, che sono sfociati in attacchi all’assessore, che in alcuni casi hanno forse superato i limiti della civile discussione, così come spesso accade, purtroppo, anche tra frequentatori di social network o su queste stesse pagine tra cittadini. Ma i partiti hanno le sedi opportune per poter discutere. A proposito di offese: addirittura il noto social aresino “Sei di Arese se …” è stato sul punto della chiusura proprio per la disattenzione di alcuni insofferenti ai comportamenti incivili di altri e per conseguente diffida, da parte dell’autore dell’infrazione, sentitosi offeso. Noi abbiamo sempre sostenuto che ci si deve comportare correttamente e nel rispetto degli altri e che le segnalazioni possono portare a ravvedimenti degli scorretti e mettere in guardia chi si deve occupare della sicurezza pubblica. Viceversa, chi scrive post o inserisce foto su un social, deve anche rispettare la privacy altrui, e se è di fronte a un evento grave può sempre farne denuncia alle autorità competenti.

Una pausa di riflessione fa bene sicuramente. Ciò che è fatto è fatto, diceva qualcuno, ma nei numeri scorsi su queste pagine abbiamo cercato di spiegare che c’è sempre tempo per migliorare e niente impedisce una revisione di alcuni aspetti di un progetto. Allo stesso modo, abbiamo tentato di far capire che l’ascolto dei clienti/cittadini, delle proposte e suggerimenti è importante ai fini della qualità offerta e della sostenibilità ambientale ed etica. Non disperiamo: le parole del vicesindaco Ioli nell’intervista a questo giornale sono di predisposizione al miglioramento continuativo e allora tutti noi, amministratori, partiti, associazioni e cittadini, rimbocchiamoci le maniche e tentiamo qualche passo in positivo.

Leggevo, giorni fa, su un periodico locale la proposta di un lettore, il signor Vegetti, per creare un ricordo perenne del Giorno della Liberazione, quel 25 aprile che vide aprire le speranze a coloro che lottando e perdendo la vita, avevano creduto in certi ideali. Considerando quanto dichiarato dal vicesindaco sulla messa in sicurezza delle rotonde e sul loro abbellimento, credo che questo sia il momento per riflettere sull’arredo urbano di Arese, anche con alcuni cambiamenti.

Spiego la mia riflessione, conseguente agli eventi che ho citato, pensando che non comporti spese eccessive. Un monumento dedicato alla Liberazione potrebbe veramente essere importante e lo stesso lettore indicava il posizionamento possibile al posto dell’Orologio a forma di meridiana (ma come si chiama quel monumento???) che si trova vicino al Cimitero tra via Gran Paradiso e via degli Orti. L’Orologio, invece, potrebbe essere restaurato e collocato alla rotondina in fondo a via Matteotti, quella vicino alla Banca. Come dire: per pagare o incassare il tempo è importante…





Sulla rotonda tra via Matteotti e viale Resegone, centro aresino di svincolo importante, si potrebbe spostare il monumento all’Alfa Romeo, simbolo di Arese per eccellenza, ora posto nel Parco Europa tra via Allende e via Aldo Moro (foto 2) invisibile di sera, pochissimo visibile di giorno e conosciuto principalmente da chi esercita corsa o cammino lungo il percorso tracciato.




Un altro monumento importante per Arese è quello dedicato alle associazioni di volontariato: è piccolo e nascosto tra le piante nella rotonda tra via Matteotti e viale dei Tigli, lato via dello Sport. Si potrebbe ricollocare sulla rotonda tra viale Resegone e via Beppe Viola.





Alla rotonda tra viale Resegone e via Monviso, vicino alla caserma dei Carabinieri, praticamente ingresso verso le varie direttrici del centro, sarebbe bello avere una fontana: come esempi nelle città della Lombardia ce ne sono di veramente belle. Ma se ciò fosse troppo costoso e difficile da manutenere, ci sarebbe l’alternativa di spostare il monumento di Giò Pomodoro dedicato al Sole, che oggi è accostato a una parete del Municipio. Ci sarebbe anche il monumento Un mondo di pace che ora si trova alla fine di via Matteotti all’incrocio con viale Marietti: è bello e grande, oggi un po’ periferico, ma penso che essendo lì a ricordo di una cara ragazza aresina che ci lasciò nel 1997, siano tanti i motivi per non toccarlo.

Sono solo proposte, idee, ma crediamo sia il momento di pensarci e aprire il dibattito, con tranquillità e senza pregiudizi… Più o Meno.

Servizio di Francesco Gentile

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