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Un pirotecnico 2016 aresino. Più o Meno.

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12 gennaio 2016 - Presentiamo oggi il Più o Meno che Francesco Gentile ci aveva preparato proprio l’ultimo giorno dell’anno. Ci scusiamo con l’autore e con i lettori per il ritardo di pubblicazione. Naturalmente le citazioni temporali di Gentile fanno riferimento alla data alla quale è stato scritto il pezzo.

E siamo arrivati al 150° “Più o Meno”. Sembra ieri, ma ne è trascorso di tempo sulle pagine virtuali di QuiArese, che ha accolto le osservazioni di un qualunque cittadino che vive Arese e la sente come accogliente seconda mamma da circa quarant’anni. Sono accadute tante cose, belle e brutte, in questa città, ma è pur sempre quella che nell’hinterland milanese riesce ad offrire un sufficiente livello di qualità della vita e di servizi.

Tanti Più e anche Meno, ma migliorabili. A scuola, spesso, nei voti veniva segnato, accanto al numero un Più o un Meno, ma il numero era la base reale di giudizio. Più o Meno è anche ciò di cui si discute incontrando gli amici oppure stando in coda, ad esempio, alle Poste o aspettando l’autobus o passeggiando e spesso si può fare una critica o un commento positivo con libertà di opinione, sorridendo oppure irritandosi un po’ e, alla fine, si rimane amici o ci si saluta, forse ognuno con le proprie opinioni oppure con una notizia in più

Siamo a fine anno e gli auguri per un sempre migliore anno nuovo non sono un obbligo abitudinario, ma un sentito messaggio affinché il miglioramento dei parametri di sostenibilità e soddisfazione degli aresini sia continuativo verso obiettivi più sfidanti.

L’argomento di questo ultimo numero del 2015 non può essere che riferito alle polemiche scatenatesi sui social relativamente ai botti di Capodanno. E al solito, ci sono favorevoli e contrari. Il nostro Comune non ha proclamato divieti, ma ha dato suggerimenti e, personalmente sono d’accordo. Spiego. Molti hanno chiesto il divieto perché i nostri amici animali si spaventano al forte rumore dei fuochi artificiali, io penso che anche molti bambini o adulti si spaventano e, in passato, abbiamo avuto una brutta esperienza in famiglia per una crisi asmatica provocata al bambino dai fumi degli “innocui” bengala.

Nonostante ciò, ritengo che qualche colpa è anche di chi i botti li usa in maniera scriteriata, provocando pericoli per se e per gli altri. Oppure, invece di limitarsi a giochi luminosi comprano veri e propri ordigni bellici. È la solita storia: tutto ciò che si fa, deve essere fatto nel rispetto degli altri e delle leggi. Spesso, per risparmiare, vengono comprati fuochi senza alcuna garanzia di sicurezza e le tragedie sono dietro l’angolo. Oppure capita di non essere attenti nel maneggiare le potenziali “bombe” o nel direzionarle in zone libere senza correre rischi di colpire qualcuno. Ammetto di ammirare con gioia gli splendidi giochi che artisti italiani e giapponesi sanno regalarci sullo sfondo scuro del cielo, quando si è al mare o si festeggia l’arrivo del nuovo anno nelle piazze più famose del mondo.

Chi scrive non ha mai usato oggetti pirotecnici che vanno oltre le stelline per i bambini, non sono un “esperto”, ma ho seguito sempre con attenzione i resoconti di sequestri di botti non legali e i bollettini di guerra di fine anno. E allora, vi chiederete, perché sono d’accordo con la decisione di quei Comuni che non hanno fatto divieti: se è vero che con i fuochi d’artificio gli animali si spaventano, si alimenta lo smog, si abbassa il livello di sicurezza e tante altre motivazioni, un divieto se fatto per fine anno, deve essere fatto per sempre, per tutte le manifestazioni civili, religiose o di svago. Non si possono usare due pesi e due misure: ad esempio se i nostri amici a quattro zampe hanno paura per i quattro fuochi che ad Arese esplodono dai balconi (non siamo certo a Napoli, a Roma o a Palermo) a maggior ragione si spaventano durante i lunghi momenti di esplosioni multicolori di questa o quella festa. Più o Meno è un problema di equità nel calcolo di rischi o vantaggi: se qualcosa è fuorilegge, lo deve essere per tutti e per ogni periodo dell’anno.

Servizio di Francesco Gentile

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