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Affrontare un nuovo impegno lavorativo

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03 settembre 2013 - I cambiamenti professionali possono sconfortare o produrre risposte ansiose. Il luogo di lavoro, fatto di nuovi colleghi, mansioni sgradite, orari prolungati e ritmi serrati diventa un “campo di battaglia” ove, a causa della crisi economica, è impensabile la “ritirata”.

Salve, mi trovo in una situazione non molto bella, nel senso che da quando mi hanno trasferito in altra sede di lavoro della stessa azienda, mi trovo molto giù di morale e soffro di tachicardia perché, dopo 13 anni della sede originaria, mi sento sbattuto in un’altra realtà totalmente diversa, sia come lavoro che come orario. Ho 46 anni e devo ricominciare come se fosse il primo giorno di lavoro e, molto più importante, non mi piace. Cosa devo fare? Ho famiglia e due figli e non posso permettermi di lasciare il lavoro. Grazie per le risposte.

Mi spiace molto per il disagio che sta attraversando. In effetti quello che prova è comprensibile, in quanto i cambiamenti (anche positivi) spesso destabilizzano e richiedono un periodo di tempo per la riorganizzazione delle abitudini. Si dia modo di conoscere il nuovo ambiente, di sentirsene parte integrante fino a che diventi noto, prevedibile e, dunque, rassicurante. Questo non significa rinunciare a ciò che piace, ma visto che non può permettersi di lasciare il lavoro, potrebbe permetterle di gestire la situazione ostica mentre, se se la sente, si attiva nella ricerca di un impiego appagante. Qualora lo stato ansioso che descrive fosse invalidante, consideri la possibilità di chiedere il supporto di un professionista psicologo, che la possa "accompagnare" in questo particolare momento di sconforto. Inoltre ricordi che l'affetto e il calore della famiglia che ama possono contribuire a infondere un senso di protezione, solidarietà e sostegno. Tanti auguri.

Dott.ssa Valentina Giannella

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