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Home Rubriche Serena-mente "Perché mio figlio vuole tornare piccolo?"

"Perché mio figlio vuole tornare piccolo?"

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11 settembre 2013 - Il pancione della mamma è un’oasi avvolgente e rassicurante. Sarebbe bello poterci far ritorno ogni volta che la vita ci mette alla prova. Ma come comportarsi quando è nostro figlio a chiederci di regredire così tanto?

Mio figlio, 4 anni ad agosto, ripete da un po' di tempo, direi un paio di settimane, che lui vuole tornare piccolo, in certi momenti anche piccolissimo come quando era nella pancia della mamma. Come succede spesso, riguardando le sue fotografie di quando era appena nato, solo qualche settimana di vita, le commentiamo dicendo che era molto bello. Lui ricorda tutto, ricorda episodi quando era piccolo, anche pochi mesi, mia moglie lo teneva in braccio e io dicevo "com'e' bello il mio bambino". Ecco lui ricorda tutto questo e vorrebbe ritornare a quel tempo. Siamo basiti, preoccupati di questo atteggiamento che lui argomenta con dovizia di particolari. A me chiede spesso come fare per tornare piccolo, lo stesso a sua madre. Non sappiamo che rispondere. Abbiamo letto di casi di regressione infantile, anche se questo nostro caso sembrerebbe diverso da altri. Non ci sono cuginetti, non ci sono ne fratelli ne sorelle più giovani. E' solo, un bravo bambino, va alla scuola materna, impara una lingua che non e' la nostra (viviamo in Francia), siamo perplessi.
Sergio

Caro Sergio,
alla domanda che pone non è semplice dare una risposta. Si chiede perché Suo figlio voglia tornare piccolo ma, fare una diagnosi con così pochi elementi e senza conoscere la storia familiare, è davvero ostico. Se ha piacere, di seguito esprimo la mia chiave di lettura che, sottolineo, è solo una possibile interpretazione di quanto esposto. Comincio definendo il "pancione della mamma"... che cos'è? E' un luogo sicuro, caldo, morbido, confortevole, un "abbraccio" di corpo umano in cui ci si sente protetti e al sicuro. E' possibile che, in questo momento, il bimbo abbia bisogno, più del solito, di conforto e sicurezza? Ha 4 anni, quindi dovrebbe aver appena ultimato il primo anno d'asilo. Com'è stato vissuto? L'ingresso nella scuola materna è un passaggio delicato in quanto, oltre ad affrontare per la prima volta la separazione dalla madre, si sperimenta il confronto con i pari che giungono da situazioni familiari differenti, con diversi modi di fare e di interagire, che potrebbero generare paure o insicurezze. Anche i riferimenti adulti si modificano, perché all'asilo la figura che norma e dà affetto è la maestra e non ci sono, come si è abituati a casa, i volti rassicuranti di mamma e papà. La frase che ricorda "com'è bello il mio bambino", indicherebbe il bisogno di ammirazione, di valorizzazione, di essere apprezzato per una o più caratteristiche. Gli incoraggiamenti e i riconoscimenti positivi sull'essere e sul fare, potrebbero dare una buona risposta a questo bisogno.

A proposito del ricordare, (fino a prova contraria) userei il condizionale. Basta guardare una foto di lui da piccolo o vedere altre madri con bimbi di pochi mesi, per dedurre che il genitore femminile è solitamente quello che si occupa in primis delle cure e per udire ciò che ogni coppia dice al suo bambino, cioè che è il più bello del mondo. Non lo sottovaluti: già a 4 anni i bimbi capiscono un mucchio di cose, sono parecchio intelligenti e, a volte, anche furbetti (ma a fin di bene perché, il loro obiettivo, è sempre lo stesso: fare il pieno di attenzioni e amore!). Infine, raccontare i Suoi ricordi di quando aveva 4 anni (e quelli di Sua moglie), sulla bellezza di quell'età, sulle scoperte ad essa connesse, sui giochi e i divertimenti di quel periodo, potrebbe gettare le basi per la costruzione positiva di questa fase del ciclo di vita, rendendola così, agli occhi di Suo figlio, accattivante e meritevole di essere vissuta appieno.
Spero di esserLe stata utile. Buona fortuna.

Dott.ssa Valentina Giannella

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