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Il laboratorio gioiello incontra la fotografia

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12 aprile 2016 - Il laboratorio del gioiello è ormai familiare al liceo artistico Fontana e quest’anno sarà integrato con il progetto di fotografia della scuola nella mostra che si terrà l’8 maggio a Villa La Valera. Il percorso, che ha preso piede nel liceo lo scorso anno scolastico coinvolgendo tutto il triennio, vuole coniugare attività extra e intra scolastiche: durante l’anno il gruppo ha visitato insieme alcune mostre e si è ritrovato in luoghi diversi per sperimentare e scattare foto.

Come ci ricordano Monica Tonnellato (coordinatrice del progetto) e Francesca Magro (docente di arti figurative): “Scopo di ogni insegnante é quello di portare una passione nata all’interno della scuola, come può essere quella della fotografia, al di fuori di essa. Gli insegnanti si uniscono per creare qualcosa di bello insieme, tanto che il progetto ha acquisito una valenza trasversale con il coinvolgimento dei colleghi di design Vania Rossini e di architettura Eugenio Gigliola”.

Piene di entusiasmo le due docenti proseguono: “Anche i ragazzi escono dal loro ruolo di alunni ed entrano in un’altra dimensione, che é quella della bellezza attraverso la passione per la fotografia.” Insieme ai professori e al fotografo De Costa (esperto esterno) quest’anno i ragazzi del corso di fotografia hanno creato un catalogo per l’imminente mostra che raccoglie le foto dei gioielli indossati da modelle, dalla vicepreside e dalla preside, che sono stati realizzati tra il 2013 e il 2015. I gioielli sono stati realizzati dai loro compagni dell’indirizzo figurativo.

Che, dopo lo studio teorico sulle avanguardie storiche del 900, hanno proceduto alla creazione del gioiello: un ciondolo il primo anno, un anello il secondo e un bracciale il terzo anno. Nella prima fase l'artista elabora lo studio su carta, con il progetto che va preparato in modo accurato e dettagliato. Poi si realizza il prototipo con la cera, che verrà poi portato in fonderia e qui avviene la fusione a cera persa, dove il metallo, bronzo o argento, prende il posto della cera.Per finire lo studente con pazienza e precisione deve eliminare tutte le imperfezioni, le sbavature e la patina opaca lasciata dallo stampo utilizzando lime, carta vetrata ed altri attrezzi del settore.

Marzia Bianchi, in arte Marzia Butterfly, segue il laboratorio del gioiello del liceo Fontana, in qualità di esperta esterna di lavorazione dei gioielli. Ha studiato scenografia all’Accademia e si è poi specializzata alla Scuola Orafa Ambrosiana, seguendo le orme del padre, incisore di metalli preziosi. Ora crea e incide gioielli personalizzati nel suo laboratorio. Grazie a conoscenze personali di alcuni professori della scuola è riuscita a portare il suo lavoro e la sua passione all’interno di un progetto scolastico, compreso nelle ore curricolari. “Ho seguito i ragazzi in alcune fasi cruciali della progettazione del loro gioiello” spiega Marzia “Soprattutto all’inizio per correggere i bozzetti iniziali e alla riconsegna dei gioielli dopo averli portati in fonderia”. Citando le sue parole: “Gli studenti sono stati fin da subito curiosi, si sono impegnati molto e questo mi ha piacevolmente stupita. Nonostante la complessità di rielaborazione, sono riusciti a liberare la loro fantasia e a creare un progetto unico: il loro gioiello”.

Servizio di Silvia Garbelli, Marta Chiodaroli e Giovanni Bortolamai

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