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Alternanza scuola-lavoro: il parere dei liceali

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24 febbraio 2017 - Nello scorso articolo si è parlato del progetto Asl (Alternanza Scuola Lavoro) e si è detto che è studiato per gli studenti e che nasce per motivare allo studio, responsabilizzare, evidenziare le proprie attitudini, orientare nel proseguimento degli studi e porsi nuove sfide. Però va anche detto che è opinione diffusa tra gli studenti di liceo scientifico e classico che con loro il progetto non sembra funzionare. Due sono le fondamentali domande da porsi: in funzione di chi nasce il progetto ed è davvero adatto a tutti? Ecco, da settembre ho cercato di raccogliere opinioni fra gli studenti del liceo Bertrand Russell coinvolti dal progetto e non solo. Qui di seguito trovate quella che è l’opinione degli studenti intervistati.

Molti liceali affermano di trovarsi in una situazione difficile e sproporzionata rispetto al compito che gli è chiesto di svolgere: il progetto può difficilmente motivarli allo studio, perché si ritrovano in un ambiente che, per affrontare al meglio l’esperienza, richiede conoscenze pratiche che non possiede, dato l’indirizzo che ha scelto di seguire, o teoriche di carattere specifico che quindi si apprendono durante il percorso universitario. Questa affermazione va capita: molti potrebbero pensare che questa è una generazione di scansafatiche, riluttanti all’idea di crescere e di inserirsi nel mondo del lavoro, ma sotto un altro punto di vista come biasimare giovani che di fatto in mano non hanno nulla, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, per ottenere un vero posto di lavoro? Sono tutti consapevoli che ottenuto il diploma l’unica possibile via per entrare nel mondo del lavoro è l’università e a quel punto avrà molto senso affrontare uno stage/tirocinio specifico rispetto alla facoltà scelta.

Il progetto dovrebbe anche aiutare gli studenti a meglio orientarsi nel mondo del lavoro e a comprendere le loro attitudini per il futuro. Ma anche qui molti giovani hanno giustamente da ridire e affermano di sentirsi in imbarazzo di fronte non solo a compiti che non sono sempre preparati a svolgere o che sono troppo specialistici, ma anche di fronte a un progetto che, per come è stato strutturato, non li aiuta a capire le strade che vogliono intraprendere a causa della scarsa possibilità di scelta offerta, che spesso non offre più di due alternative. Affermano inoltre che di conseguenza l’alternanza scuola-lavoro diventa una gravosa e sgradita perdita di tempo, tempo che è fondamentale e prezioso per adempire al loro primario dovere di studenti.

È vero, questo progetto, come detto nello scorso articolo, ha anche diversi lati positivi, che però secondo gli studenti del liceo sembrano riguardare solo gli istituti tecnici e professionali. Va infatti ricordato che a differenza delle scuole a indirizzo teorico, quelle a indirizzo pratico richiedono un lavoro scolastico che si svolge soprattutto nelle ore curricolari. Ne consegue che il progetto, in questo ambito, oltre ad acquisire una funzione molto utile per gli studenti, diventa anche meno gravoso sulle spalle dei giovani. Invece nell’ambiente liceale, affermano gli studenti, il progetto Asl oltre a perdere la sua principale funzione, diventa anche tempo rubato allo studio che, ricordiamolo, richiede in media cinque ore giornaliere a questi livelli.

Servizio di Elios De Marco, Luca Morales e Lorenzo Frasca

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