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Utimi giorni di scuola, crescono le ansie e lo stress

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02 giugno 2017 - Mancano ormai pochi giorni alla fine della scuola e come gli anni precedenti, nel mese di maggio gli studenti sono stati, e lo sono ancora, bersagliati da verifiche, interrogazioni e prove comuni. È ormai assodato che nell’ultimo periodo del quadrimestre, i ragazzi sono decisamente arrivati alla frutta e mantenere il passo, conservando una buona media, risulta spesso difficile. Ancora più arduo il compito di risollevare le sorti di studenti con gravi insufficienze, in quanto non rimane il tempo per eventuali interrogazioni di recupero.

Per quanto riguarda le prove comuni, bisognerebbe veramente capirne l’utilità, perché difficilmente possono rispecchiare il valore dell’alunno, né tantomeno quello dell’intera classe: spesso queste prove non mostrano la reale competenza degli studenti, ma arrecano dispiacere in docenti che pensano di aver gettato il loro lavoro alle ortiche. Già di per sé una prova a crocette non sempre è indicativa; se a ciò aggiungiamo che viene svolta in un periodo in cui gli alunni non solo sono stanchi, ma anche tartassati da verifiche dell’ultimo minuto, possiamo concludere che manca il tempo necessario per una adeguata preparazione.

Ascoltando l’opinione degli studenti del liceo scientifico “Bertrand Russell”, si è avuta la conferma che quest’ultimo periodo scolastico è veramente stressante e talvolta organizzare lo studio diventa molto difficile, anche decidendo di eliminare attività sportive o quant’altro. E allora ci si è chiesto se sia effettivamente possibile cercare di cambiare quello che sembra ormai essere diventato uno status quo, cercando di far capire, attraverso un dialogo costruttivo con i docenti, che è meglio “sapere” e non “conoscere con supponenza e approssimazione”.

È fondamentale che tutto ciò che viene insegnato faccia parte del proprio bagaglio culturale e che non rappresenti un’accozzaglia di nozioni imparate in fretta e capite poco e male. Uno studente stanco e svogliato infatti non è animato dal desiderio di apprendere e dimentica tutto in un breve lasso di tempo; se invece non è oberato dall’ansia, si lascia guidare dalla “curiositas” intellettuale e spesso da vero entusiasmo.

E allora perché non si potrebbe cercare di terminare programmi scolastici e verifiche un po’ prima, in modo da dedicare gli ultimi venti giorni a interrogazioni di recupero o a chi semplicemente vuole alzare la media? Non dovrebbe essere un’idea irrealizzabile, anche perché quasi certamente in questo modo molti studenti si dedicherebbero ad approfondimenti specifici, grandi occasioni di arricchimento culturale per chi li fa e per chi li ascolta.

Servizio di Elios De Marco

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