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Scuola: se da una bocciatura nasce un'opportunità

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06 aprile 2018 - Può capitare di compiere scelte sbagliate o di cui ci pentiamo e di compierne altre per porre rimedio alle prime. Un esempio di ciò sono i ragazzi che, una volta bocciati o, comunque, essersi accorti di preferire un differente indirizzo di studi, decidono di cambiare istituto. Ne abbiamo intervistati alcuni, la cui identità rimarrà anonima per loro volontà, che, nonostante non abbiano detto esattamente le stesse cose, ci hanno fatto capire che la scelta di cambiare indirizzo di studi deve essere ponderata e presa dopo un lungo periodo di riflessioni.

Inoltre è emersa l’importanza non tanto della possibilità di affrontare uno studio meno impegnativo, ma piuttosto della passione dello studente per l’indirizzo scelto o delle sue intenzioni. Uno dei ragazzi intervistati ha, infatti, detto: “Alla fine del percorso di studi in un liceo, difficilmente puoi trovare un lavoro stabile senza ulteriore formazione e io ho piani diversi, infatti, una volta finiti i cinque anni in questa nuova scuola (un istituto tecnico), cercherò subito di inserirmi nel mondo del lavoro” e “Questa è stata una scelta per migliorare non il mio rendimento scolastico, ma il mio futuro”.

Ovviamente è presente in quasi tutte le testimonianze raccolte il disagio iniziale con i nuovi compagni: “Per le prime due settimane non sono stato proprio a mio agio, non conoscendo nessuno” e “All’inizio stavo da solo in classe e non uscivo durante l’intervallo”. A questa situazione viene, però, presto posto rimedio. Spicca, infatti, la capacità dei ragazzi e delle ragazze di integrare nella classe i nuovi compagni, anche se bocciati, quindi pur essendoci una differenza d’età. In conclusione, dalle interviste la decisione di cambiare istituto appare non essere mai rimpianta e comportare un generale miglioramento nell’esperienza scolastica degli studenti che la compiono.

Servizio di Riccardo Paolucci, Emanuele Rottigni e Mattia Ambruosi

© riproduzione riservata

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